Posts Tagged ‘pneuma’

Psicosofie estive – 3. Il corpo del nous

lunedì 8 luglio 2013

studiodinudo_francis-bacon

Poiché osservo il mio corpo fare cose intelligenti, son portato, diciamo naturalmente, a considerare intelligenti le intuizioni di Anassagora sul nous, ovvero l’ipotesi ardita di un respiro razionale che insuffla tutte le cose («Anassagora potrebbe aver detto che la pianta ha il respiro… e dicevano che possiedono intelletto e intelligenza», così Aristotele); e quelle molto simili di Hegel, che vede ovunque ragione e ragioni, ed anche quando sembra prevalere il caso o (peggio) la ripetizione meccanica, beh, tracce di ragione ce n’è anche lì…
Anassagora ed Hegel hanno fatto il loro tempo (che, tanto per ripigliare la celebre metafora d’uno dei due, aderiva loro come pelle), e dunque si possono benissimo aggiornare quelle intelligenti intuizioni nella guisa seguente: non c’è cosa che accada che non abbia ragione di accadere, e se anche non si sa bene cosa quella ragione che le fa accadere sia, è bene rassegnarsi all’idea che sia così e non altrimenti, visto che il mio corpo (o quella cosa che quell’altra cosa dicente-pensante definisce tale, avendone talvolta orrore e provando inutilmente a distaccarsene) la sa lunga in proposito, ed anzi tende a dubitare parecchio che ci sia un qualche pneuma misterioso che lo muove, essendo egli, piuttosto, ciò che muove benissimo se stesso, con impeccabile efficienza e dirittura di scopi. Un corpo-nous, un tutt’uno che se la ride di tutte le scissioni.
Se poi qualcuno reputa poco intelligenti gli impazzimenti che fanno ammalare e/o morire il suddetto corpo-nous, beh: primo si chieda che cos’è “malattia” o “morte”, secondo si rivolga all’al di là – ovvero né al corpo né al nous.

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B-sides: Anassimene

sabato 4 dicembre 2010

Con una titolazione poco filosofica, piuttosto anglomane e alquanto ammiccante al mondo della musica pop, inauguro una serie di post sui “filosofi minori”, ma non per questo meno interessanti dei loro fratelli “maggiori”. Anche perché a decidere sulle comparazioni, rimozioni ed interpretazioni è pur sempre la storiografia, quanto mai relativa e diveniente – con buona pace dell’Hegel estremista che riduce la storia al sistema (suo), fino all’incredibile e lucida follia di compiacersi per la perdita di migliaia di pagine di testi antichi, inessenziali – a suo dire – a spiegarlo quel sistema…

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Schiacciato dai suoi illustri predecessori – il “primo” filosofo Talete, simbolo archetipico della storia filosofica, e Anassimandro, immenso cosmologo e pensatore dell’infinito – il povero Anassimene di Mileto rientra a pieno titolo nel novero dei filosofi “minori”, quelli del “lato b”, meno citati e presi in considerazioni. Ed è un vero peccato, poiché a ben vedere non ha nulla da invidiare ai suoi antecessori e presumibilmente maestri, anche se è difficile calare sulla realtà filosofica dell’epoca le nostre categorie storiografiche (che sono poi state in principio quelle di Aristotele); oltre al non piccolo problema della pressoché totale mancanza di fonti originali e della necessità di ricorrere alle testimonianze.
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