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Analisi politica breve breve

giovedì 24 Mag 2018

Ci fu un tempo, intorno agli anni 2000, in cui sembrò ci potesse essere un’uscita da sinistra dalla dittatura globale del neoliberismo. Poi l’11 settembre, le guerre in Medio Oriente, la crescente precarizzazione sconfissero quei movimenti. Ora sembra imporsi un’uscita da destra in risposta al medesimo problema.
In particolare, la scena politica italiana si presenta come un vero e proprio laboratorio internazionale, col suo essere egemonizzata da due forze cosiddette “antisistema”, opposte e speculari: l’una con un’ascendenza di destra tradizionale, dura e pura, l’altra che si presenta come un movimento-contenitore post-ideologico, in cui ci può stare qualunque cosa – anything goes! Ciò che le accomuna, il loro collante al di là delle differenze, è stata la creazione del capro espiatorio perfetto: immigrati, profughi, tecnocrati, euro, vecchi partiti corrotti – anche qui, anything goes, la colpa è essenzialmente di ciò che da “fuori” mina sovranità e italianità. La presa del potere di queste due forze, senza colpo ferire, è avvenuta attraverso una forma inedita di comunicazione politica, che ha avuto nei social media – con l’appello diretto, quanto generico, al “popolo” – il suo strumento fondamentale (e del popolo paiono aver conquistato tutto – teste, cuori e pance).
In questa occupazione crescente dello spazio politico, che potrebbe arrivare ad intercettare il consenso di 2/3 dell’elettorato – e dunque prospettare o un’alternanza delle due forze, oppure l’antisistema che si fa sistema, con possibili esiti autoritari – ciò che rimane del tutto tagliato fuori sono le forze di sinistra. Quella governativa (che aspirava a rappresentare il medesimo contenitore nazionalpopolare), nata solo per governare, la darei per spacciata (dissoluzione di cui non mi dolgo). Rimangono frange antagoniste sparse, frammentate e carsiche, che al momento appaiono girare a vuoto, smarrite.
Al momento anch’io, altrettanto smarrito, giro a vuoto con loro. Mi rimane il pensiero critico, forte e chiaro. Che forse non è poco di questi tempi.

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