Posts Tagged ‘primavera’

Quarta passeggiata filosofica

mercoledì 16 maggio 2018

La filosofia, nata in città, volge lo sguardo alla natura – la physis nella lingua greca – fin dagli esordi. Uno sguardo razionale, che cerca un principio da cui ogni cosa sporge e sorge – l’arché. Per poi, infine, ritornarvi. Il medesimo principio da cui noi stessi siamo generati – in un unico flusso metamorfico.
La primavera, il risveglio della natura, lo sbocciare della vita, evocano con forza quell’idea, quel principio, quella sensazione di comunanza.
In quella natura-riserva un po’ asfittica che è la natura in città, proveremo a camminare, a pensare, ad immaginare e a meravigliarci di fronte a quel principio sorgivo che tutto regge. Physis, arché, natura naturans – natura che sempre si genera, da sé, muta e si espande. E a sé ritorna. Iuxta propria principia.
E che – proprio in questa stagione – esplode in una miriade di forme, di spore, di gemme, di fiori, di colori, di foglie e di frutti, un carnevale e una festa della moltitudine vegetale (una “verditudine”) resa possibile dall’ “invenzione” evolutiva delle angiosperme.
Alla ricerca di un linguaggio insieme razionale e poetico, logico ed emotivo.
Filosofeggiare camminando, per il puro piacere di farlo.
Al battere del passo senza meta, fine a se stesso.

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Mieiku: un marrone pieno di possibilità

venerdì 21 marzo 2014

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“Un marrone pieno di possibilità”, “Per favore non calpestare: ci sono dei semi che ce la stanno mettendo tutta” – sono due efficacissime espressioni presenti nell’incantevole albo illustrato E poi… è primavera, da cui è tratta l’immagine di sinistra. E a proposito di bambini, che inevitabilmente richiamano la stagione primaverile, l’immagine di destra ritrae il mio ciliegio filosofico in fiore – l’albero che mi è stato donato qualche anno fa dalle classi con cui all’epoca avevo filosofato, e che sta fiorendo per la seconda volta sul mio balcone. Le giuste effigi per questa piccola silloge di mieiku – schizzi poeticoviandanti sull’attesa, la pazienza, la rinascita, la possibilità, il cambiamento, il succedersi delle stagioni. Ovvero, sulla verditudine in agguato.

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ancora troppo bruno
per la mia impazienza
di verdi rinascite

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Mieiku: impazienza

domenica 7 aprile 2013

image

nessun verso convincente
troppo fragile primavera
per scriverne

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troppi bruni e marroni
per la mia impazienza
di verdi rinascite

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prima farfalla nel bosco
in punta di gemma

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macchie di colore
floreale pointillisme
dita d’aprile

Mieiku: Lombardia di maggio

mercoledì 4 maggio 2011

mentre verditudine
impazza piovono
fiori di robinia

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nuvole plumbeorosa
trafitte da luce incostante
forme divenienti

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frinir di grilli
appesi alle foglie di cicoria
che taglierò piano
per la mia crema di fave

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nel mare di spighe
mosse dal vento
sfuggenti fiori di campo

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lungo il ciglio della roggia
ontani ombrosi e sambuchi
dai bianchi corimbi odorosi
ad uno ad uno si fanno nominare

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(un anno fa era Sicilia di maggio)

Karumi

sabato 21 marzo 2009

basho

Nell’estetica del grande poeta giapponese Matsuo Basho, famoso per aver dato origine alla tradizione dell’hokku (oggi noto come haiku), è centrale l’idea di karumi, leggerezza. Quella modalità espressiva, cioè, che coglie i momenti poetici nel tessuto della quotidianità, attraverso parole ed immagini sobrie ed essenziali, prive di enfasi o di retorica, leggére appunto.
Leggerezza, però, non vuol dire superficialità, ma capacità di cogliere la bellezza e l’eterno nelle cose più semplici, più ovvie, più banali. Il poeta riesce così a distrarre la nostra attenzione dalla vera banalità – il considerarci l’ombelico dell’universo – e a farci attrarre dall’essenziale: il mostrarsi delle cose nella loro sorgiva immediatezza, spoglie di tutte le sovrastrutture di significati che noi vi abbiamo introdotto o affollato intorno. E’ un’altra modalità della conoscenza, piuttosto rara e difficile perché richiede grande energia, concentrazione, autoeducazione, disciplina, tensione; più un togliere che un mettere; oltre che un lungo viaggio – come quello di Basho – attraverso la vita, i luoghi, la natura (“Ammalatomi in viaggio / il mio sogno corre ancora / qua e là nei campi spogli“, come recita lo splendido haiku che Basho detta a un suo allievo poco prima di morire).
A noi, però, viene data con un minimo di sforzo l’opportunità di fruire di quelle visioni essenziali, mettendoci all’ascolto.
Chi, come me, sovrainterpreta, complica e talvolta fa conflagrare sensi e significati, viene invitato a desistere, a ritrarsi, a fare silenzio. E, per una volta, ad ascoltare.
Solo questo ci chiede il poeta.
In cambio riceviamo doni incommensurabili…

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