Posts Tagged ‘referendum’

Volontà generale

lunedì 5 dicembre 2016

pit4-h6

Né malmostosi né osannanti – di fronte alla sovranità popolare (e non all’accozzaglia) che si esprime. Meglio pacati e riflessivi.
Questo, mi pare, il dato essenziale del voto referendario di ieri da cui ripartire: c’è stata una grande ed inaspettata partecipazione popolare che, al di là delle differenze dei motivi di ciascuna e ciascuno e delle inevitabili confluenze di umori e malumori, ha espresso una chiara volontà generale (Rousseau insegna!) di riappropriazione di sovranità.
È dunque quantomeno inopportuno che questo o quel partito, questo o quel leader s’intesti la vittoria: l’espressione popolare dice chiaramente che il problema, semmai, è proprio la loro incompetenza e pochezza, è proprio il deficit di rappresentanza. E che il tentativo di risolvere i problemi della crisi sociale e il governo della complessità non si fa con le scorciatoie a colpi di maggioranze o di persone al comando. Un tentativo riduzionistico che fu sconfitto nel 2006 e viene sconfitto nuovamente, in maniera secca, oggi. Il problema non è la costituzione, che ha un suo equilibrio e che certo non è intoccabile (ma nemmeno disponibile ad essere piegata alle esigenze contingenti) – il problema è la classe politica, non all’altezza del suo compito. E il problema, più ampio, è quello della disgregazione sociale generata dalla follia neoliberista, da tutti i governi fin qui succedutisi assecondata (e, dagli ultimi tre, senza un chiaro mandato popolare).
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Brexit (di piacere)

venerdì 24 giugno 2016

brexit

Ad esser sincero, quando stamane ho appreso i risultati del referendum sulla Brexit, ho sentito un brivido di compiacimento. Non so da cosa sia derivato: forse dalla mia antica propensione al conflitto e allo scompaginamento di giochi e strutture consolidate – non certo da ponderato ragionamento. Più pancia (o cuore) che cervello, insomma. Fatto sta che ho detto: te va! gli inglesi (ma non gli scozzesi e non gli irlandesi) hanno dato un bello scossone a questa Europa così poco amata, vituperata, burocratizzata. Parrebbe più i vecchi che i giovani, più le campagne che le città.
Non ho competenze (o sfere di cristallo) per dire cosa succederà, se sia bene, male o indifferente. Ma non ce l’hanno nemmeno i più insigni economisti ed opinionisti (spesso pagati profumatamente per dire banalità). D’altro canto la Gran Bretagna ha sempre avuto un piede fuori e uno dentro l’Unione europea, e si teneva stretta la sua sterlina, quindi non è che sia poi tutta questa rivoluzione (e comunque le rivoluzioni le fanno i popoli, mica i mercati).
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Amletismi – 5

venerdì 14 gennaio 2011

Dilemma improprio per le alate teste d’angelo ed emblematico della cruda materialità dell’esistenza – quello di un operaio Fiat in questo surreale gennaio 2011. Ma appare talmente viziato e capestro, privo di ogni logica e di dialettica (persino di quella antica tra servo e padrone), da suggerire, senza per questo apparire una scelta ignava, un’astensione di massa: zero no zero sì e, cento per cento, ficcatevelo in quel posto il vostro referendum!