Posts Tagged ‘ricreazione’

2012 Jean-Jacques!

sabato 31 dicembre 2011

Temo che il 2012 passerà alla storia come un anno kat’exochen profetico-catastrofico-apocalittico-apocatastatico – con tutti gli -ico più fantasiosi a seguire. Nemmeno la fine del secondo millennio – almeno, così mi par di ricordare – si era portate dietro così tante sciocchezze e superstizioni su fine del mondo e simili. Forse la crisi economica, insieme alla profondissima crisi epocale di prospettive, ha contribuito ad acuire tale clima nefasto.
Se devo esser sincero non ho letto nemmeno una riga, né tantomeno ho guardato trasmissioni in Tv, nelle quali si parla di calendari Maya e simili. L’argomento non mi appassiona, anzi lo detesto proprio, anche se dovrei forse occuparmene in termini di psicologia di massa o antropologici o sociologici. Ma siccome non sono né uno psicologo né un antropologo né un sociologo, posso tranquillamente catafottermene, come direbbe Montalbano nella colorita lingua di Camilleri.
Ed allora celebrerò a modo mio il 2012 – come del resto ho finora cercato di celebrare tutti gli anni che mi sono stati dati: e cioè, per quanto mi è possibile, ingombrando la mente e l’immaginazione di cose belle e filosofiche, liberandole nel contempo dall’immane sciocchezzaio e chiacchiericcio contemporaneo. Cosa che mi sento di propugnare come disinteressato e sincero augurio a tutti i lettori del blog, alle amiche e agli amici, con ampie benedizioni in stile urbi et orbi.
Gli anniversari sono spesso – come i capodanni – celebrazioni retoriche e pompose, quando non del tutto inutili. Ma siccome accadono comunque e a prescindere, tanto vale coglierli per quel che ci possono offrire: opportunità, destri e punti d’origine per altro. Contingenze per nuovi inizi.

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Spinoza in Sicilia

domenica 8 maggio 2011

Ho fatto una piccola ricerca etimologica sulla parola “ricreazione”, che può naturalmente essere letta come ri-creazione, nuova creazione. Viene dal latino recreationem (da recreatus), e significa in prima battuta “rifare, produrre di nuovo”; mentre in seconda istanza “ristorare, riconfortare, rianimare”: animum o mentem  recreare, oppure recreare tenuatum corpus, cioè dare ristoro al corpo indebolito.
Tale corpo indebolito è quello che il capitale ad un certo punto mette al lavoro, ed al quale concede il tempo strettamente necessario per ricaricarsi e per poter essere ancora efficiente carne (o mente) da valorizzare: la ri-creazione (come a scuola) diventa l’intervallo per ri-creare le energie consumate, al solo scopo di farsele risucchiare di nuovo dal lupo mannaro e insaziabile vampiro capitalista (le metafore sono marxiane).
Ma tornando all’etimologia, ho scoperto che ricrearsi può essere anche detto ricriarsi – molto simile al termine siciliano che sentivo fin da bambino, e che alle mie orecchie suonava all’incirca “arrichiarsi” (la erre di mezzo spariva), che è in realtà arricriàrisi, e che vuol dire in senso lato provare piacere, od anche essere sazio, satollo, del tutto rifocillato.
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