Posts Tagged ‘sapienza’

(In)utilità della filosofia

mercoledì 5 giugno 2013

[Riporto la traccia del mio intervento all’ultimo incontro del Gruppo di discussione filosofica, presso la biblioteca di Rescaldina. I Lunedì filosofici riprenderanno in autunno]

 

“La filosofia è quella cosa con la quale o senza la quale tutto rimane tale e quale”.
“La nottola di Minerva inizia il suo volo soltanto sul far del crepuscolo”.
Due frasi – una dal sapore popolaresco e canzonatorio, l’altra corrucciata dalla serietà hegeliana – che giungono ad una medesima conclusione: la filosofia come qualcosa di inutile, cioè privo di uno scopo determinato (non ha importanza qui il contenuto dello scopo; ciò che importa è che vi sia una finalizzazione dell’attività: faccio questo per ottenere quest’altro, purché mi sia utile, cioè vantaggioso, che mi apporti dei benefici – anche se poi esistono scopi reconditi, eterogenesi dei fini, beni che si rivelano mali, insomma una casistica esageratamente varia).
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Disseccantesi emozionalità

venerdì 31 maggio 2013

germoglio

«Così nasce la filosofia, creatura troppo composita e mediata per racchiudere in sé nuove possibilità di vita ascendente. Le spegne la scrittura, essenziale a questa nascita. E l’emozionalità, a un tempo dialettica e retorica, che ancora vibra in Platone, è destinata a disseccarsi in un breve volgere di tempo, a sedimentarsi e cristallizzarsi nello spirito sistematico.
Abbiamo inteso in senso stretto di dare un quadro della nascita della filosofia. Nel momento stesso in cui la filosofia nasce, noi qui l’abbandoniamo. Ma quello che ci premeva di suggerire è che quanto precede la filosofia, il tronco per cui la tradizione usa il nome di «sapienza» e da cui esce questo virgulto presto intristito, è per noi, remotissimi discendenti – secondo una paradossale inversione dei tempi – più vitale della filosofia stessa».

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“Tu guardala con la mente, e non lasciarti sbigottire dagli occhi”

sabato 5 novembre 2011

Bisogna ascoltarli i primi filosofi – quei presocratici che forse erano più sapienti di quanto non fossero amanti (ed anelanti) di sapienza. Ancora oggi le loro parole – e le loro teorie fisiche un po’ strane per la nostra mentalità scientifica (che pure è intrisa fino al midollo dei loro concetti e del loro linguaggio) – quelle parole risuonano forti e chiare. E ci avvertono che nonostante la natura ami nascondersi, occorre un’ampiezza dello sguardo e una capacità di penetrazione fuori del comune per poter vivere in essa e convivere con essa. Le nostre società ultratecnologiche ed onnipotenti hanno imparato solo una parte della lezione. E tendono, sempre più, ad avere lo sguardo corto e  miope, ed anzi rivolto ormai quasi solo al proprio ombelico.
Empedocle è alla ricerca forsennata di questo sguardo lungo ed ampio, che si rivolge tutt’attorno alle cose, dentro le cose, fin dentro se stessi – fino a ricomprendere quello stesso sguardo che guarda se stesso. E ci parla di una natura quantomai irrequieta, che si svolge muta ed indifferente sotto quello sguardo (come già succedeva per Anassimandro, ed ancor più per Eraclito):
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Introduzione alla filosofia – 1. Gli inizi

lunedì 7 febbraio 2011

(Pubblico qui, a beneficio dei miei “allievi”, la prima delle tracce del corso propedeutico alla filosofia che sto tenendo presso la biblioteca di Rescaldina. È un ciclo di sei lezioni – dunque la programmatica impossibilità di trattare esaurientemente uno qualsiasi dei pensatori, concetti o problemi della storia della filosofia. Diciamo che si tratta di un “aperitivo filosofico” per palati a digiuno, ma affamati e motivati dal desiderio di conoscere. Magari qualche lettore del blog, pur avendo ormai consumato parecchie cene, può trovarle utili o interessanti. Naturalmente saranno un po’ insapori e incolori, inevitabilmente “prosciugate” in favore della sintesi, oltre che prive del variegato gusto dell’oralità, delle digressioni, delle domande, del dialogo, dell’interazione tra le persone – insomma, più “lettera” che “spirito”).

***

1.
Di fronte al “mostro sacro”.
Già solo a sentir nominare la parola “filosofia”, si è portati a pensare a qualcosa di troppo difficile (se non incomprensibile), di astratto (se non astruso), lontano dalla realtà, per pochi, inutile…
C’è del vero, ma anche del falso in questi “luoghi comuni” (e così ci abituiamo fin da subito ad una delle specialità filosofiche: i paradossi!).
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