Posts Tagged ‘saviano’

Bioliste

giovedì 3 marzo 2011

(Un post al giorno, per tre giorni, su cose “biografiche”. Sull’ombelico. Su quanto siamo autocentrati. Io io io. Solo in seconda battuta – il mondo, gli altri, il non-io. Tutta colpa di René. Del Cristianesimo. E della Biologia. Tanto per fare un primo elenco).

Oggi, per l’appunto, si stilano liste. L’altr’ieri ho letto la lista di Roberto Saviano sulle “cose per cui vale la pena vivere”. Ieri mattina alla mia radio preferita ho ascoltato le liste (ridotte all’osso per motivi di programmazione) dei radioascoltatori sul medesimo tema. Dopo di che mi sono detto: voglio redigere anch’io la mia bella lista! Le 10 cose per cui (finora) è valsa la (mia) pena di vivere.
(Di nuovo mi sorprendo per l’indebita interpolazione del termine pena nella lista delle gioie, che sempre mi riprometto di indagare, magari prima o poi lo farò).
Siccome è mia ed è pena, il risultato non potrà che essere stucchevole (aggettivo spesso utilizzato da un ironico e caro amico fuggito in montagna – beato lui!). E dunque, chi non vuole farsene ammorbare, tediare, nauseare – stuccare – salti pure il seguito (certo non me ne dorrò), e, se poi gli garba, attenda con fiducia e legga l’aforisma di domani e il narcisismo numero 3 di posdomani…

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LIBERI ACCOSTAMENTI

giovedì 16 ottobre 2008

Ho letto per caso in rete un post provocatorio di Dacia Valent dal titolo inequivocabile Italiani di merda, Italiani bastardi, pubblicato un paio di settimane fa sul suo blog Verbavalent. Non condivido per nulla il linguaggio di quel pezzo (troppo simile alla prosa di Oriana Fallaci per i miei gusti), non certo perché sia fiero di essere “italiano”, cosa di cui mi frega ben poco, ma perché ritengo che la semplificazione/riduzione anche quando è generata dalla rabbia e dall’indignazione fa il gioco dei nemici del conflitto e della giustizia sociale, dei guerrafondai e dei razzisti/xenofobi, dei suprematisti, degli etnocentrici e di tutti i delirii identitari inventati dagli umani. Tuttavia…

Ho già avuto modo di citare il grande pensatore illuminista tedesco Gotthold Ephraim Lessing e la sua posizione a proposito di eroismo e di buone azioni. Ma repetita juvant: nel primo dei suoi Colloqui per massoni, a proposito della neutralizzazione del bisogno di opere buone da intendersi come conquista razionale (“massonica”) e dunque vero progresso dell’umanità, Lessing allude ad azioni “che parlano da sole, starei quasi per dire, che urlano”. Ma, conclude, “le vere azioni dei massoni mirano a questo, a rendere superflue, per la massima parte, tutte quelle azioni che comunemente si usa definir buone”.

Ciascuno, ora, è libero di interpretare come vuole il mio libero accostamento di queste due modalità espressive, linguistiche e concettuali alla solitudine e all’ingiusto (stavo per dire inutile) eroismo di Roberto Saviano, cui va necessariamente tutta la mia solidarietà…