Destra sinistra sovranismo liberismo

Pur nella sua sconsiderata brutalità, la frase attribuita al commissario europeo Oettinger “I mercati insegneranno agli italiani a votare”, rivela il nodo attorno a cui ruota ormai quella che appare sempre di più la futura polarizzazione elettorale (in Italia e non solo): sovranisti contro europeisti, (ma sarebbe meglio dire liberisti), destinata ancor più del recente passato ad oscurare quella di destra e sinistra, sempre più svuotata dei tradizionali significati che per un paio di secoli l’hanno caratterizzata.
La Lega sovranista, una sorta di neo-NSDAP, al momento egemone nel dibattito, sfrutta lo slogan “padroni a casa nostra”. Niente di più falso e fuorviante di quello slogan: siamo sempre ospiti di passaggio, entro sfere crescenti di necessità, dei luoghi fisici e sociali nei quali ci troviamo a vivere. Che non vuol dire che non si possano modificare, ma che occorre avere coscienza profonda e rigorosa delle condizioni date per poterlo fare, per non parlare degli obiettivi che ci si propone.
(Oltre al fatto che nessuno è padrone – se non entro la relazione hegeliana di servo e padrone, condizione quantomai dialettica e storicamente determinata, dunque destinata ad essere superata – Aufhebung – tramite il conflitto sociale).
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Amletismi – 5

Dilemma improprio per le alate teste d’angelo ed emblematico della cruda materialità dell’esistenza – quello di un operaio Fiat in questo surreale gennaio 2011. Ma appare talmente viziato e capestro, privo di ogni logica e di dialettica (persino di quella antica tra servo e padrone), da suggerire, senza per questo apparire una scelta ignava, un’astensione di massa: zero no zero sì e, cento per cento, ficcatevelo in quel posto il vostro referendum!