Posts Tagged ‘sfruttamento’

Lucrose carni

mercoledì 10 giugno 2015

1-maggio

Ad alcuni umani succede questo.
Nascono, balestrati dal caso e dalla fortuna, in certe terre e/o nazioni anziché in altre.
Vengono trafitti da guerre e miserie, che certo non hanno scelto né sono cadute dal cielo.
Fuggono terrorizzati verso altre terre e/o nazioni e nel corso del viaggio si trasformano in lucrosa carne da trasporto.
Se non crepano per strada o per mare, giungono in queste nuove terre dove subito si trasformano in lucrosa carne da carità e, nel medesimo tempo e luogo, in lucrosa carne politica ed elettorale.
Se hanno superato tutte le precedenti prove, avverrà l’ultima e definitiva metamorfosi: al dio capitale piacendo, diventeranno lucrosa carne da lavoro.

Il tallone del Kapitale

sabato 15 ottobre 2011

(note a margine di questo 15 ottobre, giornata di lotta globale – tra Barletta, Steve Jobs e un bel po’ di indignados)

1. Mi capita spesso di pensare alla celebre metafora hegeliana della nottola di Minerva, che cala a sera, come la filosofia, quando ormai tutto è accaduto. Un po’ meno spesso – e ciò è grave, forse un segno dell’età – al rovesciamento di questa sorta di schematismo, tentato da Marx, il quale pensa, al contrario, che il pensiero, rimesso sui suoi piedi, può essere l’avanguardia dell’accadere.
Mi pare che in questa fase di sommovimenti locali e globali, manchino però entrambi questi aspetti: sia la ferrea pensosità hegeliana, sia soprattutto lo spazio marxiano (ma anche roussoiano e spinoziano) dell’agire politico, della prassi – della convinzione profonda, cioè, che il mondo può essere modificato per davvero.
E dio solo sa quanto il mondo ne avrebbe bisogno (in verità avrebbe bisogno soprattutto di essere risparmiato, e già questa sarebbe una gran bella rivoluzione).

2. La tragedia di Barletta di qualche giorno fa (peraltro già metabolizzata e rimossa dalla scena), è una rappresentazione emblematica ed angosciosa di questo girare a vuoto della storia e della vita sociale ed individuale. Come se si fosse persa la bussola di quel che si è, e perché – e soprattutto perché non si può essere e vivere altrimenti.
Già Marx aveva evocato nel Capitale l’anima nera dello sfruttamento, (more…)

Scudisci

venerdì 14 Mag 2010

Mercoledì 12 maggio leggo un libro (in teoria per ragazzi) a dir poco agghiacciante. Lo stesso giorno, qualche ora dopo, leggo un fatto di “cronaca giudiziaria” altrettanto agghiacciante. Ciò che li accomuna è lo schiavismo e il disprezzo per gli esseri umani. Ma nel primo caso si tratta di una finzione letteraria, una storia accaduta mille volte e però ambientata in un’epoca passata che si presumeva sepolta per sempre; nel secondo, accade qui, oggi, tra noi, nella civilissima Europa, patria dei tanto conclamati diritti umani.

Il regalo nero è un libretto di una sessantina di pagine, suddiviso in brevissimi capitoletti, a loro volta caratterizzati da frasi brevi, secche, essenziali, scritto dall’olandese Dolf Verroen, che nella postfazione spiega come l’idea per questa storia gli sia venuta durante i suoi viaggi nell’ex-colonia del Suriname.
La storia è semplice, persino banale: Maria compie dodici anni e la sua famiglia le regala un piccolo schiavo nero, esattamente come se si trattasse di un balocco, di un libro o di un cappellino. (more…)