Posts Tagged ‘sofista’

Estì (esistenze semantiche)

martedì 1 febbraio 2011

L’espressione “è” costituisce la presupposizione indimostrabile, e però irrefutabile, di ogni discorso o pensabilità. L’esistenza è l’orizzonte inaggirabile e al contempo tautologico: è=è. Questo mio dire o chiedermi dell’essere (che ne è dell’essere, che ne è dell’è che ho già da sempre evocato) – ebbene, è già pre-definito: è un circolo vizioso, una petitio principii. Non potrei dire nulla (il mio dire non sarebbe), se non ci fossero l’essere, l’ente, le cose, l’esistenza (la mia esistenza) – qualcosa-che-è.

A questo punto ciò che mi fa muovere dall’impasse parmenidea (cos’altro dire dell’essere se non che è e che è tutto quello che è senz’altra specificazione o determinazione?), è l’idea che ciò che esiste si trova in relazione con altro: è il categorizzare aristotelico o la fattualità wittgensteiniana. Ciò che è, è in relazione ad altro, ogni fatto è ciò che è poiché relativo ad un altro fatto (sua causa e suo effetto). Ma altro non è forse autocontraddittorio, poiché indica altro dall’essere, dunque ciò che non può nemmeno essere nominato?

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Psicosofista

mercoledì 16 settembre 2009

television_man

“Cacciatore di ricchezze”, “commerciante”, “venditore”, “atleta della lotta fatta col discorso”;
“Purificatore dell’anima dalle opinioni che sono d’impedimento alla acquisizione delle cognizioni”;
“Un uomo che possiede una scienza apparente su tutto, ma è privo della verità”.

Queste sono alcune definizioni della figura del sofista fornite da Platone nel dialogo omonimo (231d-232c).
Subito dopo, lo straniero invita a figurarsi qualcuno che non solo sia in grado di dire e contraddire su tutto, ma – forzando e potenziando l’immaginazione – di “saper fare e realizzare con un’arte sola tutte le cose…”. Una sorta di artefice geniale capace di produrre rapidamente ogni cosa vendendola per di più ad un ottimo prezzo (233e-234a). In questo modo, tra l’altro, ci si riavvicina al significato originario (e privo di connotazioni negative) del termine sofista, dal verbo sofizesthai, cioè “operare o parlare abilmente”.
Ora, si provi a togliere lo spessore culturale del contesto filosofico-critico e ad aggiungere l’elemento patologico, la mania (non certo la filosofica ma la narcisistica, quella di grandezza), e verrà fuori grosso modo la figura di Silvio Berlusconi, il suo sistema in-formativo totalitario-televisivo, e il deserto antropologico nel quale ha precipitato negli ultimi 25 anni gran parte di questo paese. Che, naturalmente, vi si è fatto precipitare ben volentieri…