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L’inizio

martedì 14 dicembre 2010

(Sono stato quasi partorito dalla morte – ed è forse per questo che amo ancor più la vita.
Tre fratelli morti – due gemelli di pochi giorni, una sorella a due anni – ti fanno sentire una specie di sopravvissuto ad una strage…)

Il 14 dicembre di mezzo secolo fa, per una casuale combinazione di fattori, nasceva mia sorella, Giuseppina Lucia detta Pinuccia. Sarebbe morta, tragicamente e altrettanto casualmente, meno di due anni dopo, annegando in una vasca del bucato colma d’acqua. Le nostre vite si sono casualmente sovrapposte per soli due mesi – io non ne serbo alcun ricordo diretto, mentre la sua esperienza percettiva di me (se così posso definirla) è andata per sempre distrutta – o per lo meno non si sa dove sia finita, se non nel pallido riflesso dei rimandi psichici dei sopravvissuti.
Certo, l’influsso che su di me quella morte ha avuto non è stato casuale – credo anzi che sarei affatto diverso senza quella morte e senza la narrazione oleografica e il culto della memoria (specie da parte di mia madre) che ne sono seguiti – tutte cose cucitemi addosso fin dalla culla; ma ancor più grande quell’influenza sarebbe stata se lei mi avesse accompagnato da viva in tutti questi anni. Sarei potuto essere – relativamente a lei – tre persone diverse: io con la sua morte (che è quel che sono), io con la sua vita (che è quel che avrei preferito essere), io senza né la sua vita né la sua morte. Sono invece vissuto, nel bene e nel male, entro il cono d’ombra della sua assenza.
Il gioco del come sarebbe stato se invece lei fosse vissuta (e convissuta con me) copre uno spettro di possibilità così ampio ed evanescente da rasentare di volta in volta il mistero, la curiosità, l’angoscia, il caso (di nuovo), la follia – ma soprattutto l’inanità e l’assurdità. Mi sottraggo a quel gioco (e giogo), così come al libero flusso dell’emotività (che preferisco tenere soltanto per me), e mi limito a celebrare la vita anziché la morte, pubblicando un piccolo racconto sul tema della nascita banalmente intitolato L’inizio.
Con questo mi piace pensare che lo spettro delle possibilità di Giuseppina Lucia detta Pinuccia – che oggi compirebbe 50 anni -, è ancora lì, sospeso e congelato da qualche parte. E vorrei che fosse l’unico spettro ad aleggiare su di me.

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