Pneuma

Viene spesso evocato il respiro. Credo sia un tema filosofico-antropologico da sviscerare. Gli effetti più drammatici del Covid colpiscono le persone anziane – ma non solo – proprio in uno dei loro punti più deboli, e mozzano loro il respiro. George Floyd, la cui brutale aggressione e uccisione ha riacceso il movimento Black Lives Matter, diceva schiacciato a terra I can’t breathe,”non riesco a respirare”. Tutti boccheggiamo in quest’epoca – soffocati dall’aria irrespirabile delle metropoli, ma più in generale saturi di cose, notizie, informazioni, incombenze: sia l’aria fisica che quella spirituale sono pessime. Sentiamo infine – per lo meno io lo sento – la necessità di fare un lungo respiro prima di agire o decidere (o anche astenersi dal farlo): fermarsi, prendere fiato, riflettere e poi procedere nel cammino. Laddove invece ogni azione sembra condurci in uno spazio chiuso, asfittico. Muri e costrizioni e pressioni di ogni tipo, anziché quiete, serenità e aria aperta.

Continua a leggere “Pneuma”

Terza parola: felicità

immagine

“Ho riconosciuto la felicità dal rumore che faceva allontanandosi”
(Prévert)

Strana cosa la felicità, inafferrabile e sfuggente, ma soprattutto incerta com’è: eppure non c’è cosa che di più occupi la nostra anima e il nostro corpo se non la ricerca del piacere e, per suo tramite, di quello stato emotivo che definiamo, appunto, “felicità”: per certi versi potremmo dire che scopo principale del nostro agire è raggiungere, o avvicinarsi il più possibile, a quello stato di grazia. Parrebbe la cosa più ovvia e naturale, eppure…
Ma cerchiamo di dare uno sguardo (e di mettere un po’ di ordine) nella questione così come la filosofia l’ha considerata.

1. I filosofi come “medici” dell’anima?
In effetti Ippocrate, il primo grande medico greco, aveva stabilito un nesso tra psiche e corpo, vita mentale e vita sensibile, le quali avevano bisogno di un certo equilibrio, di un’armonia: equilibro tra umori interni del corpo e con il mondo esterno, il clima, ecc.
Col che si genera uno strano paradosso: nel momento in cui la filosofia viene intesa come “cura”, sembra quasi voler presumere una condizione di malattia ed infelicità originaria (“ontologica”, cioè costitutiva del nostro essere e legata alla natura umana in quanto tale).

Continua a leggere “Terza parola: felicità”