Posts Tagged ‘studenti’

Riots!

giovedì 16 dicembre 2010

Se i polli d’allevamento stanno tutti ordinati nelle loro batterie, consumano composti nei centri commerciali (e, al più, sbevazzano e rumoreggiano nelle movide cittadine) – allora sono tubi vuoti e senza valori, nei quali insufflare l’unico valore;
se invece manifestano, alzano la voce, s’incazzano – allora diventano violenti e teppisti.
Certo, non si tratta di un aut-aut. Non funziona nemmeno la logica classificatoria che vorrebbe erigere recinti e classificazioni rigide. O di qua o di là. La bellezza dell’essere giovani e sorgivi sta anche – anzi, direi soprattutto – nel mettere in discussione le classificazioni, nell’essere in grado di spiazzare e di sorprendere il mondo, nell’imprevedibilità. La novità della nascita: qualcos’altro sorge all’orizzonte.
Da questo punto di vista, la violenza politica, la rabbia e gli scontri di piazza, fanno parte di una logica pre-scritta. Così come pre-scritte e pre-determinate sono le cornici entro cui quei fenomeni vengono ridotti, spiegati e gestiti (specie dai promotori dell’ordine).
Anche qui, vi è il rischio di un aut-aut: il potere (che per sua natura è violento, anzi è violenza assoluta – monopolio della forza, che è violenza trasfigurata o dissimulata) non può ammettere nessun contro-potere. L’ordine è per sua natura in radicale contraddizione con la sommossa.
Ma nei conflitti europei di questi ultimi mesi (da Londra ad Atene, da Parigi a Roma), c’è qualcosa di più. (more…)

Speculativi elenchi

venerdì 26 novembre 2010


Nel giro di un paio di giorni ho ricevuto ben due sollecitazioni – prima da una mia cara amica per telefono, e poi da una giovane frequentatrice del blog  via e-mail – a proposito di parole e linguaggio, loro uso e significato. Faccende piuttosto interessanti e complicate, che in più occasioni sono state qui trattate e discusse – anche se non certo in modo sistematico. Non sfuggirà però agli osservatori più attenti del mondo sociale e culturale, e delle trasformazioni ivi in atto, che proprio ai mutamenti linguistici (da intendersi in senso lato) occorrerebbe dedicare maggiore attenzione e particolare cura analitica.
Quelli che seguono sono solo due esempi dell’invalso uso automatico ed irriflessivo delle parole, a testimoniare la loro pericolosa volatilizzazione e privazione di senso.

“Tutti quanti speculiamo” – ho sento dire l’altra mattina alla radio da un operatore di borsa, e sono subito saltato sulla sedia. “Almeno fosse così!” ho risposto tra me e me, non potendo esimermi dal riflettere sulla stranezza del termine speculazione e sul suo (per lo meno) duplice significato. (more…)