Posts Tagged ‘televisione’

Viseità e labbra cucite

mercoledì 26 maggio 2010

Donne con labbra cucite, come quelle di Najova, segregata nel Cie-lager di Bologna.

Donne con labbra siliconate, come quelle dei tele-visi modificati, denunciati da Lorella Zanardo.

“Dei quarantacinque muscoli facciali, a parte quelli necessari per masticare, baciare, odorare, soffiare, tutti gli altri servono per esprimere emozioni. Più articolato e complesso sarà il carattere, intendendo per carattere la nostra essenza più profonda, più individuale sarà l’espressione del volto. Cosa stanno nascondendo questi volti? […] Il volto esprime la nostra autenticità. Anzitutto, c’è la sua esposizione diretta, senza difesa, nella quale appare la sua nudità dignitosa. E’ proprio il volto che inizia e rende possibile ogni discorso ed è il presupposto di tutte le relazioni umane. […]
Il volto dell’Altro, dunque, mi coinvolge, mi pone in questione, mi rende immediatamente responsabile. La faccia umana reca un messaggio: vulnerabilità assoluta. Ed è per questo motivo che viene camuffata, nascosta, decorata, modificata chirurgicamente? […]
La vulnerabilità è però il maggior fascino del volto. Pier Paolo Pasolini aveva capito in anticipo che la televisione stava per distruggere la poetica potenzialmente espressa dal volto umano. Pasolini aveva un senso acuto della realtà del volto umano, come luogo d’incontro di energie ineffabili che esplodono nell’espressione, cioè in qualche cosa di asimmetrico, di individuale, di impuro, di composito, insomma il contrario del tipico.
Che ne è del volto delle donne? E del femminile espresso da ogni volto nella sua unicità?”

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L’invettiva di Socrate

mercoledì 11 novembre 2009

Socrate! (Attaaaaack!)
Io accuso

l’intera comunità degli adulti
di avere corrotto sistematicamente l’infanzia e la fanciullezza. Di averne deturpato il volto, il senso, la bellezza. Di averne distrutto la poesia, la meraviglia, la novità.

Accuso i genitori e le famiglie
di aver permesso che i loro figli nascessero in una società marcia, sudicia e profondamente immorale. Li accuso di aver messo al mondo i loro figli per lo più a casaccio. Li accuso di non averli amati a sufficienza, di averli lasciati in balìa del mondo, di non aver saputo resistere all’istinto riproduttivo.

Accuso gli imprenditori, i pubblicitari, il sistema economico
di avere mercificato le anime, le menti e i corpi fin nella culla. Di avere insozzato i bambini con il loro denaro, il loro desiderio di accumulo, la loro sporcizia consumistica. Di avere avvelenato l’aria, la terra, l’acqua, gli ambienti e i mondi delle future generazioni, dichiarando loro una vera e propria guerra preventiva.

Accuso l’intero sistema

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La questione maschile bis

martedì 20 ottobre 2009

A metà tra il divertito e il seriamente preoccupato per le reazioni a dir poco irritate (e in qualche caso francamente ridicole) di alcuni maschietti al mio precedente post sull’argomento, rilancio con la proposizione di un video che da tempo circola in rete, e che sicuramente molte e (spero) molti hanno già visto. Il corpo delle donne (visibile per intero all’interno del blog omonimo) è un sonoro schiaffone dato simultaneamente agli uomini e alle donne. Ad entrambi i generi in quanto colpevoli, seppure in diversa misura, correi e complici, anche con il silenzio. Va da sè che quando parlo di “uomini” e “donne” sto designando categorie che, data la loro generalità, rischiano di non voler dire nulla. Ma il punto è proprio questo: il rapporto tra categorie, tra la loro produzione storica e i singoli (cui magari, nonostante ne siano il prodotto, quelle categorie stanno strette).
Ma restringiamo il campo (anche se la televisione è uno degli enti condizionatori di massa più incisivi e invasivi della nostra epoca). Il documentario in questione (che è fatto da una donna, Lorella Zanardo, e da un uomo, Marco Malfi Chindemi), in poco più di venti minuti riesce a dar conto in modo esaustivo  della rappresentazione televisiva ed essenzialmente pornografica della donna, sottolineando in particolare i seguenti aspetti:

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Psicosofista

mercoledì 16 settembre 2009

television_man

“Cacciatore di ricchezze”, “commerciante”, “venditore”, “atleta della lotta fatta col discorso”;
“Purificatore dell’anima dalle opinioni che sono d’impedimento alla acquisizione delle cognizioni”;
“Un uomo che possiede una scienza apparente su tutto, ma è privo della verità”.

Queste sono alcune definizioni della figura del sofista fornite da Platone nel dialogo omonimo (231d-232c).
Subito dopo, lo straniero invita a figurarsi qualcuno che non solo sia in grado di dire e contraddire su tutto, ma – forzando e potenziando l’immaginazione – di “saper fare e realizzare con un’arte sola tutte le cose…”. Una sorta di artefice geniale capace di produrre rapidamente ogni cosa vendendola per di più ad un ottimo prezzo (233e-234a). In questo modo, tra l’altro, ci si riavvicina al significato originario (e privo di connotazioni negative) del termine sofista, dal verbo sofizesthai, cioè “operare o parlare abilmente”.
Ora, si provi a togliere lo spessore culturale del contesto filosofico-critico e ad aggiungere l’elemento patologico, la mania (non certo la filosofica ma la narcisistica, quella di grandezza), e verrà fuori grosso modo la figura di Silvio Berlusconi, il suo sistema in-formativo totalitario-televisivo, e il deserto antropologico nel quale ha precipitato negli ultimi 25 anni gran parte di questo paese. Che, naturalmente, vi si è fatto precipitare ben volentieri…