Posts Tagged ‘teoria’

7 parole per 7 meditazioni – 1. Meraviglia

sabato 19 ottobre 2019

Cominciamo dalle parole di Aristotele (che in verità non è il primo filosofo ad avvicinare la meraviglia alla filosofia, già lo aveva fatto Platone nel Teeteto : “Ed è proprio del filosofo questo che tu provi, di esser pieno di meraviglia; né altro cominciamento ha il filosofare che questo”).
All’inizio della Metafisica, dopo aver ricordato (nelle prime righe) che tutti gli uomini sono per natura portati alla conoscenza, e che anzi essi amano conoscere, a partire dall’esperienza estetica, sensibile – Aristotele riprende l’espressione platonica e afferma che “gli uomini, sia nel nostro tempo sia dapprincipio, hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare”.
Il termine thauma (verbo: thaumazo) si riferisce sia all’oggetto meraviglioso – il portento, il prodigio, il miracolo, anche in senso mostruoso – sia al sentimento che si prova di fronte a quell’oggetto: la meraviglia, l’ammirazione, lo stupore, la sorpresa.
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Psicosofie estive – 8. La potenza ebbra del concetto

mercoledì 31 luglio 2013

Urlo_Munch

Il mio primo incontro con la filosofia avvenne, tra le altre cose, all’insegna di un pensiero forte, duro, militante – tanto più che all’epoca si stava diffondendo la moda del pensiero debole. Certo, avrei potuto incontrare il pensiero debole, anziché quello forte, ed esserne fatalmente attratto tanto quanto venni conquistato dall’hegelismo poderoso del mio primo maestro (o dall’ontologia di Emanuele Severino). Il caso, la psicologia o altro possono benissimo spiegare (o evitare di farlo, quindi in maniera a sua volta debole) tali propensioni – ma non è che importi molto, né a me né ai miei eventuali lettori, tanto più che fa caldo e si ha voglia di pensieri rinfrescanti.
Se però torno con la memoria ai miei vent’anni, quel che più mi affascina (e terrorizza) è il ricordo delle cene (spesso ebbre) durante le quali qualsiasi cosa poteva essere affrontata, proprio perché investita dalla potenza del concetto. Poco importava che vi fossero conoscenze empiriche, queste stavano senz’altro in secondo piano, bollate come particolarità non sempre interessanti. Anzi, venivano talvolta considerate addirittura degli impedimenti alla comprensione profonda della realtà, quasi che i fatti, per loro natura disordinati e frammentati, non sempre inquadrabili in un sistema coerente, fossero una realtà sbiadita e di secondo grado. Erano invece la teoria, il concetto, il pensiero – la filosofia come pensiero forte, anzi fortissimo – quel che doveva stare sempre in primo piano.
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Amletismi – 13

venerdì 18 Mag 2012

Ma è davvero così insopportabilmente post-moderno, costruito ed anti-reale, pensare che non esista una sola teoria che ci soddisfi, o che ci possa soddisfare, al 100%?