Posts Tagged ‘umberto eco’

Spinoza visto da Eco

mercoledì 2 marzo 2016

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Inveterato bricoleur

sabato 20 febbraio 2016

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«La storia delle ricerche sul significato è ricca di uomini (che sono animali razionali e mortali), di scapoli (che sono maschi adulti non sposati) e persino di tigri (anche se non si sa bene se definirle come mammiferi felini o gattoni dal manto giallo striato di nero). Rarissime (ma le poche che ci sono, sono molto importanti) le analisi di preposizioni e avverbi (quale è il significato di accanto, da o quando?); eccellenti alcune analisi di sentimenti (si pensi alla collera greimasiana), abbastanza frequenti le analisi di verbi, come andare, pulire, lodare, uccidere. Non risulta invece che alcuno studio di semantica abbia dato una analisi soddisfacente del verbo essere, che pure usiamo nel linguaggio quotidiano, in tutte le sue forme, con una certa frequenza.
Del che si era accorto benissimo Pascal (Frammento 1655): “Non ci si può accingere a definire l’essere senza cadere in questo assurdo: perché non si può definire una parola senza cominciare dal termine è, sia espresso o sottinteso. Dunque per definire l’essere, bisogna dire è, e così usare il termine definito nella definizione”. Il che non è lo stesso che dire, con Gorgia, che dell’essere non si può parlare: se ne parla moltissimo, sin troppo, salvo che questa parola magica ci serve a definire quasi tutto ma non è definita da nulla. In semantica si parlerebbe di un primitivo, il più primitivo fra tutti.
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Perché sì, c’è e basta!

martedì 4 marzo 2014

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La domanda filosofica più drammatica, lei scrive, è “perché esiste qualcosa piuttosto che nulla?”. Non le sembra che sia forse la più oziosa tra le domande?

Visto che se la sono posta pensatori che non avevano tempo da perdere, non dovrebbe essere oziosa. Il problema è perché qualcuno se la sia posta (o forse senza rendersene conto se la pone ciascuno di noi). Non è una domanda a cui possiamo dare risposta, ovvero la cui risposta è il fatto stesso che ce la possiamo porre. Voglio dire che se la pone solo qualcuno che in qualche modo c’è. Per dirla con parole grosse, noi viviamo nell’Essere e possiamo porci la domanda perché ci sia dell’essere solo perché c’è dell’essere. Se ci fosse solo il nulla non potremmo porci la domanda, ma la questione è che il nulla non esiste.

Perciò è irrilevante.

No. Il fatto che ci sia dell’essere è la ragione per cui siamo portati a porre la domanda e pertanto la domanda ha una sola risposta: “Perché sì”, (more…)

Speculativi elenchi

venerdì 26 novembre 2010


Nel giro di un paio di giorni ho ricevuto ben due sollecitazioni – prima da una mia cara amica per telefono, e poi da una giovane frequentatrice del blog  via e-mail – a proposito di parole e linguaggio, loro uso e significato. Faccende piuttosto interessanti e complicate, che in più occasioni sono state qui trattate e discusse – anche se non certo in modo sistematico. Non sfuggirà però agli osservatori più attenti del mondo sociale e culturale, e delle trasformazioni ivi in atto, che proprio ai mutamenti linguistici (da intendersi in senso lato) occorrerebbe dedicare maggiore attenzione e particolare cura analitica.
Quelli che seguono sono solo due esempi dell’invalso uso automatico ed irriflessivo delle parole, a testimoniare la loro pericolosa volatilizzazione e privazione di senso.

“Tutti quanti speculiamo” – ho sento dire l’altra mattina alla radio da un operatore di borsa, e sono subito saltato sulla sedia. “Almeno fosse così!” ho risposto tra me e me, non potendo esimermi dal riflettere sulla stranezza del termine speculazione e sul suo (per lo meno) duplice significato. (more…)