Posts Tagged ‘utopia’

Brucia l’identità

mercoledì 3 agosto 2011

(mentre scrivo queste note, è la brutale realtà a bruciare: esplodono le sacrosante rivolte dei migranti reclusi nei campi di concentramento a Bari e a Capo Rizzuto, o quelle dei neoschiavi di Nardò; contemporaneamente altri muoiono soffocati nei campi galleggianti che fanno la spola tra una sponda e l’altra del Mediterraneo)

Noto con un misto di rammarico, stupore – e però anche, devo confessarlo, con una punta di eccitazione intellettuale -, che nulla come le radicali critiche alle identità, la loro revoca in dubbio, suscita reazioni altrettanto viscerali. Su questo blog in genere si discute pacatamente, anche quando non si è d’accordo, senza mai strillare. Le uniche volte in cui i toni si sono davvero accesi, andando sopra le righe, si è trattato di questioni identitarie: era successo qualche tempo fa con la “questione maschile” (ho addirittura dovuto chiudere ai commenti i 2 post, cosa mai successa); è capitato di nuovo, anche se in maniera più circoscritta, con la questione del “multiculturalismo” o del “meticciato” dopo i fatti di Norvegia.
Questi due episodi possono anche non indicare nulla (e del resto questo blog è piccola cosa nel mare magnum delle discussioni in rete), e tuttavia mi fanno sospettare che il concetto di identità sia un nervo scoperto, qualcosa che brucia e che tocca sensibilità profonde. Anche, se non soprattutto, quando non riguarda (almeno apparentemente) la propria ma quella altrui – poiché è sempre l’alterità ciò che insinua dubbi, come se il volto dell’altro restituisse un’immagine diversa di sé. Se n’è già discusso in altre occasioni, soprattutto in riferimento all’interminabile riflessione sulla natura umana, ma credo occorra ritornarci.
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GEORGES LAPASSADE “CATTIVO MAESTRO”

lunedì 4 agosto 2008

Pubblico molto volentieri uno scritto della mia cara amica filosofa Nicoletta Poidimani in ricordo di Georges Lapassade, sociologo, pedagogo, filosofo, etnologo, antropologo… scomparso a Parigi il 30 luglio scorso. Era soprattutto un libero pensatore, un “cattivo maestro” e un “agitatore” (un  “tornado” come dice Nicoletta che lo ha conosciuto e lo ha praticato e studiato a fondo). Teoria e prassi, agire e pensare, partecipare e osservare, intervenire, trasformare, esserci, desiderare… l’una cosa inscindibile dall’altra. Ma lascio senz’altro la parola a Nicoletta il cui scritto è, oltre che molto interessante, di grande utilità dato che in rete c’è molto poco se non quasi nulla: non esiste infatti la voce “Lapassade” in Wikipedia-Italia e persino la versione francese riporta un articoletto striminzito. Mi risulta che alcuni suoi testi siano stati pubblicati o ripubblicati da Sensibili alle foglie, Pensa multimedia e Besa; Dallo sciamano al raver. Saggio sulla trance è stato ripubblicato nel maggio di quest’anno da Apogeo; non ho invece trovato tracce di L’analisi istituzionale pubblicato l’ultima volta nel 1998 da Isedi.

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In ricordo di Georges Lapassade, uno dei miei più importanti “cattivi maestri”

La sera del 30 luglio scorso mi è giunta la notizia della morte di Georges Lapassade. Non lo vedevo da qualche anno, e di recente, proprio in occasione di un seminario sull’analisi istituzionale in cui speravo di incontrarlo, mi avevano detto che le sue condizioni di salute si erano aggravate.

Lapassade è stato, con Luciano Parinetto, uno dei miei migliori “cattivi maestri”, e di questo gliene sono grata, perché da lui ho acquisito alcuni strumenti necessari per l’interpretazione e la critica dell’esistente, nonché per l’azione politica.

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