Posts Tagged ‘web’

Smartossici

martedì 27 marzo 2018

Sempre più lo smartphone sta diventando l’oggetto principale – il dispositivo universale – che scandisce il tempo di milioni, anzi di miliardi di umani. Si è diffusa una vera e propria smartdipendenza, che ha creato schiere di smartossici e nuove forme di alienazione metropolitana. Da tempo osservo questi processi, che paiono ineluttabili, con un misto di incredulità e di stupore. Naturalmente ci sarà qualcuno che nel frattempo starà specularmente osservando me, mentre a mia volta ne faccio uso. Nessun’altra dipendenza come quella da smartphone è mai stata così rapida, virale, invasiva e… speculare-speculativa, quasi che ci si trovi ormai in presenza di un sostituto evolutivo dei neuroni-specchio.
Il paradosso maggiore che si genera in questa grande smartbolla nella quale siamo immersi – un paradosso ormai ampiamente digerito nonostante la sua evidenza – è l’illusione di essere in contatto col vasto mondo, proprio mentre si perde il contatto col  mondo – con quel che fisicamente e socialmente era il mondo, ritenuto a torto o a ragione troppo piccolo, fino a qualche decennio fa. Si obietterà che questo accade (o accadeva) anche con la lettura dei libri, con la radio e la tv, con l’ascolto della musica in cuffia, e con la dislocazione in un altrove da essi favorita. Ma lo smartphone è infinitamente più potente di un libro o di qualsiasi altro contenitore di suoni e immagini: esso è un borgesiano libro dei libri, e molto, molto di più. È immagine, parola, suono, voce, medium, desiderio, astrazione, specchio delle mie brame – ma soprattutto rappresenta l’apertura potenziale ad ogni cosa, un vero e proprio oggetto metafisico universale, allusivo e simbolico come pochi altri oggetti. Ogni app, da questo punto di vista, è come una formula o una bacchetta magica.
(more…)

Annunci

Pèntade: l’anima e il blog

lunedì 20 febbraio 2012

In verità, la prima parte del titolo potrebbe ingannare, poichè trattasi – secondo la definizione del dizionario on line Hoepli – di termine raro indicante “Gruppo di cinque cose uguali”. Vorrei infatti sperare che i cinque anni di blog trascorsi – l’anniversario cade proprio in questi giorni – non siano stati una omologata e noiosa pèntade. Pur tuttavia, proprio perché in oltre 600 post scritti in un arco temporale così lungo (ma anche breve, dipende dai punti di vista, come sempre), e così affollato di cambiamenti – ma anche così eguale e piatto (non mi pare ci sia stata nessuna rivoluzione epocale) – sono confluiti argomenti tanto disparati, ebbene vorrei approfittarne per provare a rinserrare le fila.
Anche se di fili al plurale occorre parlare, ché la mente è una matassa ingarbugliatissima, non certo riducibile ad un unico filamento. Insomma, proverò a dare una scorsa dall’alto, a volo d’uccello, al blog, per vedere se si intravvedono alcuni di questi fili e magari disegnare una qualche mappa. Dopotutto, se è vero che nel blog ho riversato pensieri ed emotività, pezzi di vita e di riflessione, dovrebbe pur restituirmi una qualche immagine speculare di 5 anni di vita intellettuale (e non solo). Salvo magari scoprire che nello specchio si andrà disegnando un ircocervo…

(more…)

Intervista pop-sophica

mercoledì 1 giugno 2011

L’amico Antonino Fo, che scrive e collabora con Dillinger.it, un interessante esperimento sul web di giornalismo partecipativo, mi ha intervistato sul blog, sul rapporto tra filosofia e società, sul ruolo dei filosofi e altre simili quisquilie e amenità. L’intervista, che si intitola Può davvero essere popolare la filosofia?, parte dal recente fenomeno della cosiddetta popsophia, con tutti gli annessi e connessi (libri, siti e soprattutto il prossimo Festival del Contemporaneo che si terrà a Civitanova Marche). Io non so proprio se la mia “produzione di pensiero” sia popsophica (così come non so nemmeno se sia davvero filosofica) – posso solo dire di essere philo-sophos nel senso originario della costruzione semantica: amante devoto alla ricerca di agognata sophìa (ma che cosa si debba intendere per sophìa è questione aperta). Che poi, magari, è anche la possibilità più profonda e più propria dell’essere umano: e se ciò vuol essere reso dalla parola pop, ebbene che pop sia!

***

1. Complimenti per il tuo blog ‘La Botte di Diogene’, è davvero ben tenuto, due cose colpiscono su tutte. La naturalezza, la prima, con cui riesci a coniugare l’uso di un linguaggio chiaro e diretto al rigore dei ragionamenti. La seconda cosa che colpisce è l’abilità con la quale spazi tra tematiche di varia natura. ‘La botte di diogene’, perché l’hai chiamato così?

(more…)