Fisiognomiche antìfrasi

“In effetti bastava guardarli in faccia” – ha dichiarato un esponente Pdl, di cui non ricordo il nome (ed è bene così, son già fin troppi i neuroni del mio cervello impegnati nell’occuparsi di questa feccia).
Hegel, da buon illuminista qual era, aveva sferrato un pesante attacco contro le pseudoscienze all’epoca in voga, in particolare la fisiognomica e la frenologia. Ineccepibili le sue argomentazioni, che possono essere così riassunte: lo spirito – cioè l’essenza dell’umano – non è mai riducibile all’esteriorità, sia essa la figura, il volto, la gestualità o le ossa del cranio. Che non vuol dire che l’interno rimanga interno e non si esteriorizzi, anzi! Però il suo elemento più proprio non è la maschera corporea – ovvero il segno – bensì il libero operare: “L’individualità abbandona quell’esser-riflesso in sé che è espresso nei tratti, e pone la propria essenza nell’opera” [Fenomenologia dello Spirito, ed. La Nuova Italia, p. 264].
Hegel però, pur con tutta la sua immaginazione dialettica, non aveva previsto il sotto-sottobosco della politica italiana (che è ormai per intero sotto-sottobosco, e dunque paradossale sineddoche di se stessa), né immagino che quel ch’egli intendeva per operare possa anche solo lontanamente essere avvicinato all’estetica pecoreccio-vanziniana di cui la destra romana sta dando disgustoso spettacolo in questi giorni (ma è lo stesso Vanzina a stupirsene oggi su qualche quotidiano).
Succedono poi cose strane fin nella lingua (ma questo lo sapevamo già da tempo), come quando vengono usati nomi del tutto fuorvianti per indicare cose che proprio non c’entrano – e questo nella grammatica italiana viene indicato con la figura retorica dell’antìfrasi. Insomma: il celebre e cerebrale regista Nolan, con il suo attore preferito Christian Bale, ci ha messo un decennio buono a costruire il mito gotico ed esistenzialista dell’oscuro pipistrello, e un qualsiasi portaborse e ladrone della Ciociaria gli scippa il nome – er Batman! – e gli demolisce l’opera in un minuto.
Il nome d’accordo, non la cosa stessa – come si affretterebbe a precisare sempre Hegel. Che poi, detto in soldoni (salentini),  cce centra lu culu culle quattru tempure?

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12 Risposte to “Fisiognomiche antìfrasi”

  1. sandra Says:

    mi piace questa riflessione che esprime bene i miei pensieri, ma… che significa il detto salentino??

  2. md Says:

    Cce Centra lu Culu culle quattru Tempure: “Che centra il culo con le quattro tempora.” Si pensa l’abbia detto Papa Galeazzo al sagrestano disonesto che cercando la chiave dello scrigno, gli toccò il culo, mentre dormiva..

  3. md Says:

    Immagino che il “papa” Galeazzo in oggetto sia quello di Lucugnano:
    http://www.eziosanapo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1227&Itemid=774

  4. filosofiazzero Says:

    …e da noi (firenze) si dice:
    ” Icché c’entra i’ culo con le quarant’ore” (detto da una donna
    palpata in chiesa durante le preghiere di Pasqua)

  5. radicimolesi Says:

    Reblogged this on radicimolesi.

  6. rozmilla Says:

    Ecco svelato l’arcano di quella (per me) oscura frase su Batman …
    (è che dalla mezza estate scorsa ho smesso di tenermi informata sui lupanari della politica, non ce l’ho più fatta, mi rovinava il buon umore)

    Ma … veramente, io sapevo che la tempura è la tipica frittura giapponese in pastella frizzante.

    Scorfani fritti, allora, frittissimi e sfregolanti … (poveri scorfani, come mi dispiace)

    e prima o poi, non sono solo i pesci a venire a galla …

  7. filosofiazzero Says:

    “Avanti anarchici, alla rivoluzione
    Non vogliamo né papa né reeeee!!!”
    Nè nessun altro, se non, come sosteneva Feyerabend, un corpo di polizia dei cittadini per non cascare nell'”homo homini lupus” già citato tante volte (per giustificare il potere borghese?)

  8. Andrea Says:

    Hegel illuminista??

  9. md Says:

    @Andrea: beh, almeno da giovane, visto che piantò con Holderlin e Schelling, a Tubinga, l’albero della libertà durante la Rivoluzione francese, esito storico dell’illuminismo… Ma a parte questo episodio aneddotico, direi che la sostanza del pensiero illuminista entra tutta nella concezione hegeliana della realtà e della storia – un razionalismo forse fin troppo eccessivo (è vero poi che sotto il nome “illuminismo” c’è di tutto e di più, da Voltaire a Rousseau, da Kant a Condercet, passando pure per Hume e De Sade).

  10. Andrea Says:

    Bè, a giudicare da come lo stesso Hegel considera gli illuministi (mi riferisco a Hume e allo stesso Kant) di sicuro non si considerava del gruppo. Poi ritengo che tra la ragione illuministica (finita e volta al sensibile, in sostanza la ragione delle scienze empiriche) e la Ragione hegeliana (infinita e assoluta, che si identifica col reale stesso) ci sia un abisso. Lo stesso che c’è tra l’io penso kantiano (finito e ordinante un materiale DATO) e l’Io puro fichtiano, che crea se stesso e tutta la realtà.

  11. md Says:

    beh Andrea, ineccepibile sul piano storico-filosofico, un po’ meno su quello della libera reinterpretazione: io mi ritengo hegeliano di formazione, ma certo Hegel mi sputerebbe in entrambi gli occhi…

  12. Andrea Says:

    Ci mancherebbe censurare la libera interpretazione! Però da vecchio pedante ci tengo alle distinzioni concettuali, altrimenti va a finire – chessò – che Gramsci diventa liberale, Heidegger di sinistra, Platone totalitario…

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