La leggiadria del disfacimento

La cosmologia di origini atomistiche ed epicuree messa in campo da Lucrezio, vede senz’altro nella dialettica tra pesantezza e leggerezza – in linguaggio presocratico, tra condensazione e rarefazione – uno dei suoi elementi ricorrenti.
Innanzitutto la natura ha necessità di avere uno spazio infinito e indeterminato, proprio per esercitare quella dialettica: se ci fossero confini, la materia, a causa del suo peso, confluirebbe e si accumulerebbe nel fondo, e “nessuna cosa potrebbe generarsi sotto la volta del cielo”. È la profondità del vuoto che permette alle cose di esistere, librarsi, percorrere il proprio ciclo vitale: “s’apre dovunque immenso spazio alle cose / nell’inesistenza di limiti in ogni direzione d’attorno” (I, 1006-7). È come se fossero proprio il vuoto e l’invisibilità a favorire l’esplodere e l’espandersi delle forme – come se l’universo avesse in ciò il proprio respiro.

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Dopo-follia

Nel corso degli anni ’50 negli Stati Uniti ci fu una corsa per sconfiggere la poliomielite che colpiva migliaia di bambini, specie d’estate: le scoperte di due diversi vaccini anti-polio da parte di Jonas Salk e Albert Bruce Sabin furono salutate dal giubilo popolare e da una grande mobilitazione collettiva. I bambini vennero sottoposti ad una sperimentazione di massa, che finì per metterli in sicurezza. Entrambi gli scienziati rinunciarono al brevetto: Salk rispose a un giornalista che gli chiedeva chi ne fossero i detentori, con la celebre frase «Le persone, direi. Non c’è un brevetto. Puoi forse brevettare il sole?»; e Sabin lanciò provocatoriamente il suo vaccino, che poi venne preferito a quello di Salk, nel blocco sovietico, in piena guerra fredda.
Che cosa è cambiato dopo 70 anni? Come mai non ci sono state manifestazioni di gioia, esultanza, sollievo, alla notizia delle scoperte dei vaccini anti-Covid, in un tempo peraltro molto breve, che non ha avuto precedenti nella storia della medicina?
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Il biopunto in 11 punti: il virus come iper-oggetto

[Sommario: Il peso dell’incompreso – La forma del virus – Iperoggetti – Le tesi biopolitiche di Foucault – Masse biologiche e masse psichiche – Corpi sani, corpi potenziati – Homme-machine – Riduzionismo: ta stoicheia – Limite, Hybris, Aidos – Meccanizzazione  e addomesticamento – Pesantezza della tecnica – Bioetica ristretta e Bioetica generale – In bilico]

1. Non avrei voluto scrivere più nulla sul virus e sulla pandemia, almeno per qualche tempo, dato che già lo sento come un peso che grava quotidianamente, ma l’impulso a riflettere, pensare, scrivere, e così facendo liberarsi dei pesi dell’incompreso (o almeno provarci) non è controllabile, viene e basta, e occorre obbedirgli. E poi il primo anniversario poteva anche essere un’occasione buona per fare il punto sulla situazione. Cosa che risulta non meno problematica oggi di un anno fa, quando marciavamo verso l’ignoto, mentre ora ci viene detto che si sta per uscire dal tunnel e che l’immunizzazione arrecata dai vaccini sarà la luce che ci salverà.
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