Filo-slogan 1

sabato 25 luglio 2015

L’essere si dice in molti modi.

Dio muove come oggetto d’amore muove.

Non esiste grande genio senza una dose di follia.

(Aristotele)

Filo-slogan 0

lunedì 20 luglio 2015

1Approfittando della recente uscita di questo piccolo libro del Melangolo sugli slogan filosofici, consegno il blog per il periodo estivo alla voce dei filosofi, e nella fattispecie ad una particolare modalità dell’espressione filosofica che parrebbe piuttosto essere quantomai antifilosofica: “Il concetto di ‘slogan’ sembra avere poco in comune con la filosofia” – scrive il curatore, Donald Draper, nella premessa, essendo piuttosto affine alla propaganda o al linguaggio politico (fin nell’etimo, dall’impronunciabile gaelico scozzese sluagh-ghairm, ovvero grido di guerra). D’altro canto, ci ricorda sempre Draper, la “massima”, dall’epoca antica fino al temibile aforisma niciano, è sempre stata una modalità attraverso cui i filosofi hanno cercato di colpire i loro uditori (masse o meno che fossero), abbandonando così la più tradizionale forma argomentativa. L’avere tuttavia tralasciato di distinguere tra slogan, motto, massima, aforisma e simili (ma non identici) ha consentito il potpourri editoriale, insieme alla presunta efficacia commerciale del titolo.
Il risultato è che, ripercorrendo tali slogan, massime, perle di saggezza o come li si voglia chiamare, si ha una duplice sensazione: il rischio del luogo comune (talmente alcuni di essi sono penetrati nel dire e nel sentire comuni, avendo così colpito perfettamente il bersaglio); mentre in altri casi lo slogan pare quasi divenire autonomo, dotato di vita propria nei confronti del pensatore che pur l’aveva coniato.
Nella scelta dei 10 post programmati – tolto il presente numero 0 – ho però cercato di evitare i più celebri (tra cui, ovviamente, il conosci te stesso del titolo, lo stra-citato dio è morto, lo slogan per antonomasia proletari di tutti i paesi unitevi!, o l’insopportabilmente banale finché c’è vita c’è speranza di Cicerone), trascrivendo quelli meno consumati dal tempo, qualcuno che non conoscevo o che fosse in grado di aprire qualche porta in più all’immaginazione e alla riflessione.

Piccola apologia dell’opacità

venerdì 10 luglio 2015

[L’ideologia panottica del cerchio – L’ideologia “democratica” della rete – Trasparenza orizzontale,  opacità verticale – Privacy, profilazione e neovalorizzazione – Alétheia, ovvero dell’ossimoro fondante il concetto di verità – Rousseau essoterico: giù ogni maschera! – La metafisica digitale di Gorgia – Trasparenza seduttiva e securitaria – Trasparenza satura – Trasparenza emotivo-immaginifica – L’acritica (in)coscienza social – L’eterno riposo digitale]

274998941. Un sistema di disseminazione di microvideocamere pressoché invisibile, virtualmente esteso a tutto il pianeta, che lo renda visibile e trasparente a chiunque in ogni momento; un microchip sottocutaneo per ogni nuovo bambino nato che lo renda tracciabile e dunque al sicuro da malintenzionati, pedofili, orchi e quant’altro; un automonitoraggio continuo del corpo attraverso una sostanza ingerita che produce la visualizzazione di tutti i dati biometrici sulla pelle del braccio; l’assoluta trasparenza dei politici, attraverso la visualizzazione pubblica di ogni minuto della loro vita; l’assoluta trasparenza di ciascun individuo; l’assoluta trasparenza e condivisione obbligatoria di ciascuna opinione, desiderio, decisione politica…

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Nel nome

sabato 27 giugno 2015

Nel nome del Popolo, della Verità, dell’Uomo, del Libro, del Progresso, della Ragione, del Bene, persino della Pace e della Libertà – sono state commesse le peggiori nefandezze.

Aforisma 92

venerdì 19 giugno 2015

I filosofi, dopotutto, non hanno fatto altro che offrirci delle immagini totali del mondo: si tratta, però, di transimmaginare.

Lucrose carni

mercoledì 10 giugno 2015

1-maggio

Ad alcuni umani succede questo.
Nascono, balestrati dal caso e dalla fortuna, in certe terre e/o nazioni anziché in altre.
Vengono trafitti da guerre e miserie, che certo non hanno scelto né sono cadute dal cielo.
Fuggono terrorizzati verso altre terre e/o nazioni e nel corso del viaggio si trasformano in lucrosa carne da trasporto.
Se non crepano per strada o per mare, giungono in queste nuove terre dove subito si trasformano in lucrosa carne da carità e, nel medesimo tempo e luogo, in lucrosa carne politica ed elettorale.
Se hanno superato tutte le precedenti prove, avverrà l’ultima e definitiva metamorfosi: al dio capitale piacendo, diventeranno lucrosa carne da lavoro.

Aforisma 91

domenica 31 maggio 2015

Il nocciolo essenziale dell’etica: prendersi cura. Il resto son solo dettagli.

Concetti-capestro

mercoledì 27 maggio 2015

Elogio della dialettica_Magritte

Luciano Parinetto utilizzava spesso l’espressione “concetti-progetto” per designare quelle categorie o prospettive filosofiche che, anziché ingessare il discorso filosofico in un’autoreferenziale celebrazione accademica (o nella deificazione del reale-reale, che è poi l’astratto-astratto), aprono al futuro e alla trasformazione radicale dell’esistente. Prassi pensante e utopia concreta (non sterile utopismo).
Così come in filosofia esistono i concetti-progetto, esistono anche i concetti-capestro. Tutto, essere, nulla, realtà, verità, sostanza diventano spesso e volentieri, nelle mani e nelle menti maniaco-ossessive di certi ontologisti (ma anche in quelle riduzionistiche o semplificazionistiche di certi scientisti o realisti più del re), concetti che se da una parte si ammantano di solidità e luccicano ammiccanti promesse di risposte definitive alle domande più radicali, dall’altra rischiano spesso di diventare vecchi arnesi della fumisteria reazionaria.
Tutto, essere, nulla eccetera – che pure sono le parole essenziali evocate dai filosofi greci – continuano a metterci di fronte a quella strana/straniata/straniante sfera, che Kant aveva definito del noumeno, che volenti o nolenti finisce per naufragare nel territorio dell’inattingibilità. Il limite, cioè, oltre il quale la mente si smarrisce e si imbarca in direzione dei marosi della metafisica. Ed è proprio l’analisi kantiana del concetto di limite (che è forse il nucleo essenziale del pensiero di Kant) a descriverci con precisione questa inevitabile dialettica con naufragio finale.
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Ottava parola: filosofo

lunedì 25 maggio 2015

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(con questo incontro si conclude il ciclo del Gruppo di discussione filosofica della Biblioteca di Rescaldina, edizione 2014/2015. Queste, nell’ordine, le altre parole discusse: guerra, lavoro, felicità, perdono, libertà, reale, bene)

Esiste subito un problema nel riferirsi ad una figura specifica del filosofo in un’epoca piuttosto che in un’altra: l’invarianza delle questioni filosofiche (dopotutto che cosa è cambiato nella sostanza delle domande filosofiche da Eraclito, Socrate, Diogene, Epicuro fino ad oggi?).
Il punto sarà quindi capire come le medesime questioni vengono ogni volta declinate entro situazione specifiche (“storicamente determinate”), al di là dell’invarianza filosofica.
Ciò non toglie che il ruolo del filosofo, il suo peso sociale, varia nel tempo e nelle diverse società (anche se rimane costante la sua “pericolosità” agli occhi del potere: basti pensare a figure come quelle di Socrate, Giordano Bruno, Spinoza, Rousseau o Diderot, Marx, Gramsci…).

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