Potenza della fiaba

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Vien proprio voglia di leggerlo questo Cunto de li cunti di Basile, dopo aver visto il bel film che Matteo Garrone ha tratto da tre delle sue novelle – anzi fiabe – pur rimaneggiandole. Del resto la fiaba – proprio per il suo carattere essenzialmente orale – si presta ad essere variata, reinterpretata, reimmaginata. Ma della fiaba Garrone – che si conferma uno dei più creativi e interessanti registi italiani – ha capito l’essenziale, ovvero che è la struttura archetipica di ogni narrazione e che, in quanto tale, non deve essere snaturata.
Il racconto dei raccontiTale of tales, visto che la lingua originale è l’inglese – è così titolo perfetto, non solo per il rampollare delle storie l’una dall’altra, per il loro scorrere all’infinito, separarsi e poi ritrovarsi e chiudere il cerchio – ma perché nella fiaba c’è l’origine di tutte le narrazioni e di tutti i temi circa la natura umana e il suo destino.
In particolare si coglie qui un elemento essenziale dell’umano – che tutte le fiabe non possono non contenere – ovvero il desiderio: desiderio spesso smisurato di accumulare, di arricchirsi, di mangiare, di vivere, di oltrepassare ogni limite. Non mancano poi i grandi tòpoi della fiaba: la nascita, la morte, l’amore, la bellezza, la giovinezza, la violenza, il potere, la furbizia, il raggiro, la stupidità, la felicità – tutti resi con una grande raffinatezza sia narrativa che tecnico-stilistica (magnifica la fotografia, stupefacenti i luoghi e i paesaggi, tutti italiani – un paio siciliani – e quantomai fiabeschi).
Insomma un film da godere sia in termini di visione e piacere estetico, sia per la riflessione sull’onnipotenza del desiderio, che osa sempre violare ogni limite (perenne hybris), e che giunge persino a farsi scorticare la pelle, ma che  deve infine fare i conti con la nostra fragilità e caducità, pagando prezzi quasi sempre altissimi e mortali.
Tre brevi note finali: commovente la storia di fraternità dei due albini nati grazie al cuore di drago (il figlio della regina e quello della serva – allusione al tema del doppio, che c’è anche nelle due sorelle, così come nel padre e nell’orco); notevolissima la presenza degli animali, la loro funzione cruciale nel rapporto con gli umani – metamorfosi compresa; incantevole la scena finale, con l’equilibrista che cammina sulla fune incendiata: la vita è sogno!

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2 Risposte to “Potenza della fiaba”

  1. paolina Says:

    A proposito di fiabe vorrei aggiungere anche quella del relativismo di Einstein. Secondo lo scienziato lo spazio e il tempo vengono deformati dagli eventi dell’universo: buchi neri e supernuove. Queste cose, debbo ammettere le ho male assimilate, ma voglio pure esprimere le mie perplessità sulla teoria. Tempo e spazio non hanno un valore oggettivo, ma sono strumenti che la nostra mente usa per la conoscenza. Kant diceva che abbiamo occhiali spaziali e aggiungerei anche temporali. Se c’è un buco nero che divora ogni cosa, compresa la luce, che differenza c’è? E’ lontano, per fortuna l’Universo è rarefatto. Nonostante l’inopportuno evento, noi contiamo i giorni sempre nello stesso modo. Lo stesso avverre se fossimo nel vortice di un buco nero. Anche il rapporto tempo e velocità non mi convince.

  2. iula Says:

    altro…su questa splendida opera di Basile
    https://cuspidemalva.wordpress.com/tag/lo-cunto-de-li-cunti/

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