Irrazionale

Nel nuovo clima di caccia alle streghe si sente spesso parlare di “irrazionalità”. I no-vax, ma anche i no-qualunque-cosa, sarebbero “irrazionali”. In TV ci si spinge spesso oltre, definendoli come dei “pazzi” (noto di passaggio che l’uso del concetto di “follia” ricorre come se Basaglia non fosse mai esistito).
C’è una nuova religione dell’ortodossia razionale che decide che cosa non lo è (non è certo una novità nella storia): gli “irrazionali”, però, non sono solo i terrapiattisti, quelli delle scie chimiche, i negatori della realtà, gli anti-scientisti, i diffusori di bufale, ecc.ecc.: la categoria può allargarsi a dismisura ricomprendendo tutti quelli che si rivolgono a forme di medicina alternativa o naturale, i cultori dell’agricoltura biodinamica, i militanti notav, i salutisti radicali, gli eremiti, gli scettici, i non allineati, e così via.
È interessante notare che i guardiani militanti della “razionalità” ufficiale dicono di “credere” nella scienza. Come se poi la scienza non avesse favorito cose irrazionalissime, tipo la bomba atomica o le armi batteriologiche o un’espansione malsana e distruttiva della specie in ogni ecosistema.
Ovvio che il problema non è “la” scienza in sé (che, tra l’altro, non può essere compatta e monolitica per definizione), ma la sua commistione con i sistemi economico-politici (salvo che qualcuno creda ancora alla favola della neutralità di scienza e tecnica).
Certo, sarà la scienza a salvarci dall’epidemia o dal disastro climatico-ambientale, ma può essere la medesima scienza a fotterci allo stesso modo in entrambi i campi.
Quel che voglio dire è che occorre stare molto attenti ad usare le categorie di razionale/irrazionale, soprattutto con l’attuale intento militarista e da gregari del potere, dato che entrambe permeano tutti i nostri discorsi e comportamenti: non è forse per lo più irrazionale e passionale la natura umana? e non è forse “folle” riprodursi in un mondo sovraffollato e a rischio di catastrofe? Eppure continuiamo a farlo, e a non preoccuparci granché delle conseguenze delle nostre azioni.
La ragione strumentale e calcolatrice – potentissima – permette alle nostre società di funzionare e di proliferare (ma potrebbe anche mandarle a fondo): esiste ancora una forma di razionalità più ampia e lungimirante? E se sì, dove sta oggi? Non certo in economia, e nemmeno in politica (dove anzi l’irrazionalità furoreggia).
I filosofi sembrano contare come il due di picche. Chi si espone straparla, gli altri sembrano pietrificati, mentre c’è da sperare che qualcuno, in qualche luogo ritirato, pensi ancora “in grande”, e magari ce lo comunichi prima o poi.
Il papa parla e nessuno lo ascolta. La fede nel denaro e nella scienza ha soppiantato qualunque altra fede.
D’altro canto la prospettiva di essere governati come macchine da sistemi automatizzati, da algoritmi e da numeri (ah, la nuova religione dei numeri!), per quanto comoda e logica sia, ci provoca qualche brivido, non proprio di piacere.
Insomma, chi ci salverà?

Autore: md

Laureatosi in Filosofia all’Università Statale di Milano con la tesi "Il selvaggio, il tempo, la storia: antropologia e politica nell’opera di Jean-Jacques Rousseau" (relatore prof. Renato Pettoello; correlatore prof. Luciano Parinetto), svolge successivamente attività di divulgazione e alfabetizzazione filosofica, organizzando corsi, seminari, incontri pubblici. Nel 1999, insieme a Francesco Muraro, Nicoletta Poidimani e Luciano Parinetto, per le edizioni Punto Rosso pubblica il saggio "Corpi in divenire". Nel 2005 contribuisce alla nascita dell’Associazione Filosofica Noesis. Partecipa quindi a un progetto di “filosofia con i bambini” presso la scuola elementare Manzoni di Rescalda, esperimento tuttora in corso. E’ bibliotecario della Biblioteca comunale di Rescaldina.

1 commento su “Irrazionale”

  1. Credo che solo il buon senso e non quello predicato dai cantori della narrazione ufficiale, ci potrà salvare. Purtroppo, al momento, vedo solo salvezze individuali che servono poco.
    Indubbiamente, ne usciremo ulteriormente smembrati.
    Sulla pseudo-scienza spacciata come la Vera, Unica, Indiscutibile in questa epidemia, ci sarebbe da scrivere una raccolta di amenità. Del resto, gli scienziati ammessi alla Corte con l’eco pappagallesco dei giornalisti e conduttori spesso in evidente imbarazzo davanti a fatti lampanti, inciampano in continue contraddizioni. Ho sentito uno ieri sera, molto quotato e pieno di sé, che si è espresso su variante Omicron come il bendato al gioco della pignatta.
    Tutto perché non vogliono, non possono dire ( le ragioni sono varie) che con questi vaccini non ne usciremo mai, se non intervengono nuovi farmaci essendo Sars-Cov 2 un virus altamente ricombinante.

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