Se smonti questa classe qualcosa rimane sempre

venerdì 17 ottobre 2014

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Sono ormai 8 anni (più o meno) che filosofo con i bambini.
E ogni volta non finisco di sorprendermi e di ringraziare gli dèi (in particolare quelli greci) e di esultare (discretamente, tra me e me) per le ore passate a veder scintillare quegli occhi e per aver ascoltato modi inauditi di dire cose antiche di millenni.
Qualche mattina fa, ad esempio, in sole 3 ore mi è passata davanti mezza storia della filosofia, senza che io nominassi un solo filosofo o una sola teoria filosofica. È bastato domandare, che dalle loro menti e bocche è uscito di tutto (ed anzi, una rigorosa comprensione del concetto del tutto):
-Eraclito (“ogni cosa cambia”)
-insieme a Parmenide e all’anànke, la ferrea necessità che incatena le cose (tutto è “tutto quello che c’è”, “non manca niente”, ma, soprattutto, “non ci può essere nient’altro” – qualcuno ha usato l’espressione “è troppo”)
-l’atomismo di Democrito (noi siamo polvere, particelle, “qualcosa che non può essere più piccolo, e che quindi è invisibile”)
-la sostanza di Spinoza, descritta con l’incredibile metafora del pongo, attraverso cui tutte le cose prendono forma
-l’idea hegeliana: se togliamo di mezzo e smontiamo questa classe resterà comunque qualcosa (visto che il nulla non esiste), sì, ma che cosa? Ovvio: la sua “forma” o “struttura”
-il nous (intelligenza) di Anassagora, descritto come “progetto” o “prototipi”
-persino il dibattito medievale tra nominalisti e realisti: come nascono i nomi?
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Relativistici, caotici (ma poco maoisti) smottamenti, nonché diffuse dislocazioni semantiche

mercoledì 15 ottobre 2014

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Matteo Salvini acclamato alla Duma della Federazione russa
Vladimir Luxuria a cena da B.
Grillo cacciato dai suoi giovani elettori genovesi
il PdRenzi con i padroni sognanti contro i lavoratori arrancanti
la Chiesa che cambia morale (e orientamento) sessuale
la Turchia – ovvero la Nato – che spara sui Curdi, gli stessi che a Kobane resistono all’avanzata dei “nemici dell’Occidente”
i virus che viaggiano alla supersonica velocità dei jet…

…come dire che il caos (e il caso) regnano sovrani sotto i cieli, ma non per questo, caro compagno Mao, la situazione è eccellente…

Tornano i lunedì filosofici

lunedì 13 ottobre 2014

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#100SOFIA: tweet 11-20

venerdì 10 ottobre 2014

11 #100SOFIA Anassagora è il primo a ipotizzare che un principio intelligente (nous) governi le cose. Ci sarà un piano dietro?
12 #100SOFIA I sofisti sparigliano i giochi. Protagora primo relativista: l’uomo-misura di tutte le cose. Uomo cangiante, cose cangianti
13 #100SOFIA Gorgia pare sragionare: nulla è, anche se fosse sarebbe insensato, e comunque avrebbe senso solo per me. Potenza del linguaggio
14 #100SOFIA “So di non sapere”, “Conosci te stesso”: Socrate apre una nuova fase della filosofia, quella dell’interiorità e della coscienza
15 #100SOFIA Socrate è una torpedine: solo la critica, il dia-logo, la ricerca comune e ostinata aprono la strada alla verità universale
16 #100SOFIA Democrito: realtà fatta di atomi, nascita per aggregazione morte per disgregazione, dominio di caso e forze meccaniche
17 #100SOFIA Platone spacca il mondo in due: sopra le idee, il bene, il bello, il vero; sotto i corpi, la materia, l’errore, l’imperfezione
18 #100SOFIA Platone pensa che a governare debbano essere i filosofi. Individui, passioni e stati controllati dalla ragione
19 #100SOFIA Diogene il cinico piscia come fanno i cani su sapienti e cittadini. Solo la natura non mente. Unica patria è il cosmo
20 #100SOFIA Aristotele ha del prodigioso: prendete qualsiasi cosa esista o si muova e lui – stupito – l’ha studiata, analizzata, catalogata

Eraclitei ed epicurei

lunedì 6 ottobre 2014

1epicurus«L’apparente tensione tra il lato eracliteo e il lato epicureo del carattere di Spinoza ha caratterizzato i filosofi sin dai tempi antichi. Da una parte, la filosofia sembra un’attività essenzialmente solitaria, per sua stessa natura. È il viaggio che il singolo individuo conduce alla scoperta delle eterne verità del cosmo – un itinerario che parrebbe collocare colui che indaga a un livello sempre più alto di conoscenza e di astrazione, allontanandolo dal resto del genere umano. D’altra parte, in pratica, la filosofia è un’attività eminentemente sociale. Implica dialoghi, dibattiti, competizione per il riconoscimento, e la disseminazione di saggezza al sempre indigente genere umano».

(Il cortigiano e l’eretico, M. Stewart)

#100SOFIA: tweet 0-10

mercoledì 1 ottobre 2014

0 #100SOFIA Serve la filosofia a vivere meglio, ad esser più felici, o non piuttosto a tormentarci? Lo scopriremo, forse, al 100° tweet
1 #100SOFIA Mileto VI sec a.C. Il lògos, ragione che argomenta, soppianta il mito, storia che affabula. D’ora in poi non si crede, si pensa!
2 #100SOFIA Sapienti ossessionati dall’origine e dall’ordine del cosmo: arché, principio stabile da cui le cose fluiscono
3 #100SOFIA Talete individua l’arché nell’acqua – fonte di vita, di civiltà, di comunicazione tra gli umani. La natura al centro di tutto
4 #100SOFIA Anassimandro contraddice Talete: principio di ogni cosa non può essere un elemento fisico bensì apéiron, l’illimitato
5 #100SOFIA Anche ad Anassimene l’acqua sta stretta: l’aria è arché più sottile. Rarefazione e condensazione ciclo della natura
6 #100SOFIA Pitagora immagina una realtà fatta di numeri, forme, teoremi, ordine geometrico. Quantità astratte, prima che qualità sensibili
7 #100SOFIA Senofane irride a dèi antropomorfi (fossimo animali, zoomorfi). Vi è un unico dio-tutto-intero, né umano né animale
8 #100SOFIA Parmenide vs tutti: sola verità immutabile è quella che dice “l’essere è il nulla non è”. Nascere, perire, mutare nomi illusori
9 #100SOFIA Eraclito: unità degli opposti→dai contrasti armonia→fluire perenne delle cose→essere e nulla mischiati. Guerra ragione di tutto?
10 #100SOFIA Empedocle: la realtà è plurale, fatta di 4 elementi + 2 principi opposti, amore e odio (attrazione/repulsione) a governarli

Il fantasma di Mahler

lunedì 29 settembre 2014

Kokoschka

La rincorrevo da tempo.
Per lo meno dal 2011, da quel giorno di maggio in cui l’orchestra non si fermò, come mi aspettavo, al termine dell’Adagio, e continuò imperterrita per altri 4 movimenti, fino a concludere una sinfonia che mi apparve vastissima e complicatissima, e che ascoltai con il fiato sospeso. Dunque io fino ad allora mi ero perso tutto quel ben di dio musicale? c’era ancora un intero giacimento mahleriano da cui estrarre tesori, e io non ne ero nemmeno al corrente?
Si trattava però di un vero e proprio fantasma, di uno scheletro diseguale che un certo Deryck Cooke aveva cercato di rinsanguare, rimpolpare e riportare in vita. Sfidando oltretutto la secolare maledizione del numero 9 in ambito sinfonico: non pochi musicisti avevano sbroccato, in superstizioso onore del maestro assoluto Beethoven, nel trovarsi ad affrontare ed eventualmente superare il fatidico numero (su tutti Bruckner, che aveva “annullato” il numero di una delle sue sinfonie).
Sto ovviamente parlando della Decima sinfonia di Mahler, di cui ieri ho finalmente ascoltato dal vivo la versione del compianto maestro russo Barshai, che, a giudizio di alcuni critici, pare essere finora la migliore e la più plastica, almeno dal punto di vista dell’orchestrazione e del risultato strumentale (ma non mi addentrerò, come al solito, in faccende tecniche, che lascio volentieri ai musicologi, essendo io un semplice spettatore ed ascoltatore, niente più).
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Leibniziana 3 – Il labirinto del continuo

mercoledì 24 settembre 2014

pulviscolo

(riprendendo il filo da troppo tempo interrotto…)

4. Egualmente, non è da temersi che una sostanza semplice possa dissolversi, e neppure è concepibile che possa estinguersi naturalmente.

5. Per la stessa ragione non v’è alcun modo, per cui una sostanza semplice possa avere un’origine naturale, poiché essa non potrebbe sorgere per composizione.

Una sostanza semplice sfugge alle leggi naturali della dissoluzione (della morte), così come della composizione (nascita): cioè né composizione né scomposizione, proprio perché non si tratta di corpi, o di figure materiali.

6. Cosicché può dirsi che le monadi non possono cominciare e finire che d’un colpo: cominciare cioè per creazione e finire per annientamento, mentre ciò che è composto, comincia e finisce per parti.

La conseguenza è che la monade si dà… d’un colpo! Creazione e annientamento… ma ciò sfugge non solo alle leggi fisiche, bensì anche a quelle logiche: come può qualcosa uscire dal nulla o ritornarvi?
La conclusione di questo ragionamento sta nella celebre metafora delle monadi senza finestre, su cui torneremo, che ha anche la funzione di respingere le antiche tesi scolastiche su percezione, accidenti e sostanze.

***

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Una storia della filosofia in 100 tweet

sabato 20 settembre 2014

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Parte oggi sul mio profilo twitter un esperimento un po’ ardito, ma che mi intriga molto. Pubblicherò infatti una microstoria della filosofia in 100 tweet (in verità 101, dato che ci sarà anche il tweet-pilota numero 0), al ritmo di uno al giorno.
Avrà senso? Servirà a qualcosa? Boh, non lo so. So solo che io mi sono divertito molto a concepirlo e spero che divertirà e/o incuriosirà qualche lettore della rete. Ovviamente è pura follia concentrare in 100×140 caratteri (circa) 2500 anni di pensiero. Ma ci vuole anche una certa dose di follia a filosofare, no?
Non poteva mancare l’hashtag, che sarà ‪#‎100SOFIA‬
Potrete seguire i tweet anche dal blog, in cima al blogroll qui accanto a destra, dove compariranno via via.

(È certo che se il me stesso di una decina di anni fa potesse leggere quel che ho scritto qui sopra, mi prenderebbe a sonore e luddistiche martellate!)

Rousseau è su Facebook! (e ci guarda)

lunedì 15 settembre 2014

Panopticon

Byung-Chul Han legge l’attuale società globale come pervasa dal mito della trasparenza.
Si attribuisce a questo termine, in genere, una caratteristica di positività: un potere trasparente, rapporti trasparenti tra le persone, maggiore trasparenza nell’agire pubblico dovrebbero in teoria giovare al buon funzionamento della società.
Salvo che, a ben vedere, La società della trasparenza (questo il titolo del suo recente saggio edito in Italia da nottetempo), proprio in quanto affetta da un eccesso di positività (tutto in evidenza, nulla in ombra, via ogni negativo) si trasforma in un dispositivo sociale quantomai oppressivo.
Han, com’è nel suo stile, abbozza molti argomenti senza approfondirli, esponendoceli in una serie di brevi capitoli per tesi e suggestioni. Sullo sfondo i concetti già esposti nel breve saggio La società della stanchezza (società della prestazione, iperpositività, autosfruttamento, ecc.).
Riprenderò qui alcuni riferimenti che potremmo definire “inquietanti” a proposito del concetto di trasparenza inteso come “far luce”, “illuminare”, “svelare”, significati tipici (se non archetipici) del pensiero filosofico da Platone in poi.
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