Amletismi – 21

domenica 21 dicembre 2014

Il nodo: a fronte di una diffusa, massiccia e pervasiva materia, di una brutale naturalità nella quale siamo innestati, dell’unico piano orizzontale da cui sorgiamo e cui siamo destinati – che cos’è quell’infima cosetta che denominiamo spirito?

#100SOFIA: tweet 81-90

venerdì 19 dicembre 2014

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81 #100SOFIA Dilthey: in natura agiscono cause, nella storia scopi e motivi. Scienze dello spirito e fatti sociali indagabili dall’interno
82 #100SOFIA Mach dissolve ogni essenza: i corpi sono formati da flussi di sensazioni. Lenin materialista attacca il suo empiriocriticismo
83 #100SOFIA Husserl rifonda la filosofia come fenomenologia: sospendere ogni dato e risalire all’intuizione pura della coscienza
84 #100SOFIA Con Peirce entra in scena la filosofia americana: pensiero e conoscenza vengono intesi come funzioni operativo-pragmatiche
85 #100SOFIA Ma è James ad incarnare il pragmatismo: la volontà di credere domina sensi e ragione. E il cuore influenza persino la scienza
86 #100SOFIA In Bergson scienza e filosofia convergono: la vita è un’onda immensa che si evolve, fino al salto brusco della libertà umana
87 #100SOFIA Croce vuol fare l’hegeliano più di Hegel: toglie di mezzo la natura e fa cominciare lo spirito da se stesso, in modo circolare
88 #100SOFIA Sii atto! – è il motto di Gentile, che trova nel pensiero pensante il principio unificatore di ogni cosa (pure del fascismo)
89 #100SOFIA Wittgenstein: mondo=totalità dei fatti (non delle cose)=immagine logica=pensiero=linguaggio=proposizioni sensate=verità
90 #100SOFIA Non è dicibile né pensabile ciò che eccede il linguaggio: la metafisica è il regno mistico del silenzio. Meglio vivere e tacere

#100SOFIA: tweet 71-80

lunedì 15 dicembre 2014

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71 #100SOFIA Kierkegaard: nessuna ragione ci salverà. L’uomo-singolo-è solo nell’universo, e soltanto la fede può (forse) guarirne l’angoscia
72 #100SOFIA Feuerbach: la religione è proiezione di aspirazioni e desideri umani. Non Dio crea l’uomo, ma l’uomo Dio. Umanesimo
73 #100SOFIA Marx-Engels-materialismo storico: gli umani edificano con il loro lavoro società, teorie, divinità da cui si fanno poi dominare
74 #100SOFIA Marx: uscire da alienazione e necessità = riappropriarsi collettivamente del proprio lavoro, farne attività libera e cosciente
75 #100SOFIA Comte: 3 stadi della conoscenza – teologico, metafisico, positivo-scientifico. Solo l’ultimo sa vedere e prevedere
76 #100SOFIA Stuart Mill migliora l’utilitarismo di Bentham: maggior felicità per il maggior numero dipende da quale, non solo da quanto
77 #100SOFIA Con le sue scoperte bioevolutive Darwin sconvolge l’assetto psicologico di homo sapiens – non più al centro di alcunché
78 #100SOFIA Nietzsche filosofa col martello e fa a pezzi metafisiche e religioni che coprono la nuda realtà: siamo corpi e vita, non idee
79 #100SOFIA L’Übermensch – oltreuomo – abbandona il territorio delle certezze e dal nulla del nuovo orizzonte trae ogni significato
80 #100SOFIA Freud scoperchia l’inconscio: che cosa si nasconde nei sogni, negli impulsi sessuali, nei desideri più inconfessabili?

Piacevoli errori percettivi

venerdì 12 dicembre 2014

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Qualche mattina fa ho avuto una delle tante esperienze percettive errate che ci capita spesso di fare. Nella fattispecie: stavo camminando in direzione di un bosco, e da lontano mi è parso di vedere due piccoli animali (sarebbero potuti essere delle taccole, delle gazze, ma anche gatti o lepri – e già qui l’imprecisione regnava sovrana) che stavano muovendosi a passo di danza, incrociandosi l’un l’altro (probabilmente la mia mente ha richiamato esperienze percettive precedenti, od anche filmati e documentari dove avevo viste scene del genere). Senonché dopo pochi secondi mi sono reso conto che in realtà si trattava di un uomo (ma poteva essere anche una donna) che camminava inoltrandosi nel bosco, calzando molto probabilmente degli stivali scuri – ed erano stati questi ad avermi ingannato.
Sono celebri fin dall’antichità i misconoscimenti percettivi (celeberrimo il remo spezzato), con argomentazioni raffinate in ambito stoico, scettico, ecc. Ma al di là dell’interesse per l’aspetto gnoseologico (oggi suffragato da ulteriori elementi neuropercettivi) ciò su cui mi sono soffermato è stata la tonalità di piacevolezza dell’errore, o, per meglio dire, di piacevole stupore – peraltro già sperimentato altre volte, senza che mi fossi fermato a riflettervi. Come mai questa reazione psichico-emotiva? Non avrei dovuto piuttosto dispiacermi e rimproverarmi per l’errore? Gli errori ortografici venivano segnati a scuola con dei segnacci rossi: perché, allora, compiacermene? darmi un buon voto, anziché un’insufficienza?
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Il dover-essere di Einstein

venerdì 5 dicembre 2014

einstein_by_vityar83-d53jvzm“Un essere umano è una parte di un tutto che chiamiamo universo. Una parte limitata nel tempo e nello spazio. Egli sperimenta se stesso, attraverso i pensieri e le sensazioni, come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza. Questa illusione è una specie di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono più vicine. Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargandoci in cerchi concentrici per abbracciare con la compassione tutti gli esseri viventi e tutta la natura in tutta la sua bellezza”.

[Albert Einstein]

#100SOFIA: tweet 61-70

mercoledì 3 dicembre 2014

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61 #100SOFIA Rousseau sogna il ritorno alla natura – comunità egualitarie dove sia bello vivere, lontani da ogni forma di alienazione
62 #100SOFIA Adam Smith ha fiducia nell’istinto sociale: ma ci si arriva solo attraverso il naturale impulso all’arricchimento individuale
63 #100SOFIA Kant pone 3 domande: cosa posso pensare? cosa devo fare? cosa mi è lecito sperare? La risposta non è là fuori, ma qui dentro
64 #100SOFIA Kant: uso corretto della mente = scienza ed esperienza; uso eccessivo = oceano della metafisica nel quale ci si perde
65 #100SOFIA Idealismo di Fichte: il soggetto non si fa dominare dalle cose. L’Io è libero di produrre il proprio mondo spirituale
66 #100SOFIA Idealismo di Schelling: sintesi di libertà e necessità, soggetto e oggetto, arte e natura. Assoluto è la loro indistinzione
67 #100SOFIA Per Hegel reale e razionale coincidono: il senso di ogni cosa si mostra nella storia umana. Storia insieme tragica e luminosa
68 #100SOFIA Il sistema hegeliano: idea (struttura logica della realtà), natura (l’idea che prende corpo), spirito (l’idea che si conosce)
69 #100SOFIA Schopenhauer: il mondo come rappresentazione – cioè filtrato e ordinato dalla nostra mente (vedi Kant: spazio, tempo, causa)
70 #100SOFIA Il mondo come volontà – ma noi siamo anche corpi, non alate teste d’angelo: flusso naturale, irrazionale e insensato di istinti

L’atroce gorgo del nulla

lunedì 1 dicembre 2014

Da Silva_La partita a scacchi

È un racconto tra i più belli che abbia mai letto, questa Schachnovelle di Stefan Zweig: non solo per la costruzione formale, peraltro riuscitissima (l’autore ci tiene incollati dalla prima all’ultima riga), ma anche per la particolarissima convergenza di temi. Si potrebbe pensare che il gioco degli scacchi sia un pretesto, ed in parte lo è – anche se nell’economia del racconto costituisce il filo conduttore, dal principio alla fine. Ma nella narrazione, sospesa e misteriosa e beccheggiante (tanto più che ci troviamo su un piroscafo) si inserisce una seconda narrazione, un racconto nel racconto, che costituisce in realtà il nucleo essenziale della novella.
Ed è proprio questo controracconto a precipitarci inesorabilmente nel gorgo terribile nel nichilismo nazista, e poche altre volte credo sia stato descritto in tal senso – nichilismo allo stato puro – con tale precisione.
Il dottor B., l’insospettabile sfidante della gara di scacchi che si svolge febbrilmente sulla nave, sta fuggendo dalla sconvolgente esperienza di prigionia che gli è occorsa non già in un campo di concentramento, bensì in un albergo di Vienna: egli non è un perseguitato politico o un soggetto col triangolo sulla casacca da internare, ma un agiato borghese austriaco recluso per di più in un albergo lussuoso, che viene messo sotto torchio dalla Gestapo che vuole arraffare l’ingente bottino finanziario e bancario (specie ebraico), all’indomani dell’Anschluss austriaca.
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Erta montagna solitaria

venerdì 28 novembre 2014

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«Poiché le verità sulle quali io richiamo l’attenzione, sono, se altre mai, di quelle che nessuno può ricevere graziosamente dagli altri o acquistare a poco prezzo quasi a capo d’una via piana e dilettosa percorsa in gradita compagnia, ma si conquistano sulla cima d’erta montagna solitaria, con aspra fatica; di cui altri può solo svegliarci nell’animo il gusto, gittandovi il tormento del dubbio e l’ansiosa brama della luce che brilla in alto, lontano».

(Giovanni Gentile)

#100SOFIA: tweet 51-60

venerdì 21 novembre 2014

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51 #100SOFIA Locke sostiene che le nostre zucche son vuote – tabula rasa: la conoscenza proviene dall’esperienza sensibile
52 #100SOFIA Locke 2: lo stato sorge a difesa di proprietà, vita e libertà degli individui – diritti inalienabili. Vs Hobbes potere non assoluto
53 #100SOFIA Leibniz tenta una poderosa ed equilibristica sintesi tra misticismo e logica, fede e ragione, teologia e filosofia
54 #100SOFIA Realtà fatta di monadi – centri energetico-spirituali pulsanti di vita, infiniti specchi diversi di un unico universo infinito
55 #100SOFIA Newton concilia scienza e Dio: osservare la natura e le sue meraviglie ci fa supporre un’intelligenza infinita = deismo
56 #100SOFIA Vico: verum factum, sappiamo ciò che facciamo. Dunque, molto più conoscibili la storia e le sue leggi che la natura
57 #100SOFIA Il vescovo Berkeley psicologizza la conoscenza: esse est percipi, le idee son solo nella mia testa. Fuori soltanto fenomeni
58 #100SOFIA Hume mette in crisi ogni sapere assoluto: le idee di causa, anima, sostanza sono frutto di credenze e abitudini
59 #100SOFIA Montesquieu studia le società come se fossero oggetti naturali: tutte seguono la ragione, ciascuna il proprio esprit ambientale
60 #100SOFIA Voltaire pensatore-simbolo dell’illuminismo: la ragione debella i pregiudizi, ma necessita della fiaccola dell’esperienza

Seconda parola: lavoro

martedì 18 novembre 2014

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Utilizzerò come filo conduttore per la serata alcuni testi piuttosto classici, anche se molto diversi tra di loro, non prima però di aver dato uno sguardo all’origine etimologica della parola lavoro, per la quale mi limito a riportare la relativa voce di wikipedia:

“Il termine lavoro riporta al latino labor con il significato di fatica. Sono noti i detti della letteratura classica “durar fatica” e “operar faticando“. Ancora oggi in alcuni dialetti si utilizzano i termini “faticare”, “andare a faticare”, per intendere “lavorare” e “andare a lavorare”. Altro termine di parlate italiane per “lavoro” è travaglio, dal latino tripalium (strumento di tortura), per esempio in siciliano “lavorare” si dice “travagghiari” e in piemontese “travajè ecc.”

***

La cacciata dal paradiso terrestre

Cominciamo col più classico dei libri:

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