#100SOFIA: tweet 51-60

venerdì 21 novembre 2014

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51 #100SOFIA Locke sostiene che le nostre zucche son vuote – tabula rasa: la conoscenza proviene dall’esperienza sensibile
52 #100SOFIA Locke 2: lo stato sorge a difesa di proprietà, vita e libertà degli individui – diritti inalienabili. Vs Hobbes potere non assoluto
53 #100SOFIA Leibniz tenta una poderosa ed equilibristica sintesi tra misticismo e logica, fede e ragione, teologia e filosofia
54 #100SOFIA Realtà fatta di monadi – centri energetico-spirituali pulsanti di vita, infiniti specchi diversi di un unico universo infinito
55 #100SOFIA Newton concilia scienza e Dio: osservare la natura e le sue meraviglie ci fa supporre un’intelligenza infinita = deismo
56 #100SOFIA Vico: verum factum, sappiamo ciò che facciamo. Dunque, molto più conoscibili la storia e le sue leggi che la natura
57 #100SOFIA Il vescovo Berkeley psicologizza la conoscenza: esse est percipi, le idee son solo nella mia testa. Fuori soltanto fenomeni
58 #100SOFIA Hume mette in crisi ogni sapere assoluto: le idee di causa, anima, sostanza sono frutto di credenze e abitudini
59 #100SOFIA Montesquieu studia le società come se fossero oggetti naturali: tutte seguono la ragione, ciascuna il proprio esprit ambientale
60 #100SOFIA Voltaire pensatore-simbolo dell’illuminismo: la ragione debella i pregiudizi, ma necessita della fiaccola dell’esperienza

Seconda parola: lavoro

martedì 18 novembre 2014

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Utilizzerò come filo conduttore per la serata alcuni testi piuttosto classici, anche se molto diversi tra di loro, non prima però di aver dato uno sguardo all’origine etimologica della parola lavoro, per la quale mi limito a riportare la relativa voce di wikipedia:

“Il termine lavoro riporta al latino labor con il significato di fatica. Sono noti i detti della letteratura classica “durar fatica” e “operar faticando“. Ancora oggi in alcuni dialetti si utilizzano i termini “faticare”, “andare a faticare”, per intendere “lavorare” e “andare a lavorare”. Altro termine di parlate italiane per “lavoro” è travaglio, dal latino tripalium (strumento di tortura), per esempio in siciliano “lavorare” si dice “travagghiari” e in piemontese “travajè ecc.”

***

La cacciata dal paradiso terrestre

Cominciamo col più classico dei libri:

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The Giver: i doni avvelenati della perfezione

sabato 15 novembre 2014

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The Giver non è soltanto un piccolo romanzo distopico (uno dei tanti, per un genere che pare “tirare” parecchio, specie nelle trasposizioni cinematografiche), ma ha dei tratti propriamente disfilosofici (anfibolici, ovvero paradossali) parecchio interessanti. Mi spiego.
Premessa: nulla di originalissimo, ovviamente, anche perché il filone distopico ha ormai una lunga e robusta tradizione, però qui l’autrice (Lois Lowry, che lo aveva scritto ormai vent’anni fa) immagina e concepisce con semplicità – e forse con qualche elemento di novità – una alternativa secca tra perfezione e imperfezione (un po’ come avverrà nel film huxleyano Gattaca, tra validi e non validi). E lo fa con un linguaggio piano e a tratti fiabesco – tant’è che il libro viene originariamente incasellato nel genere “fantascienza per ragazzi”, confine che finisce per stargli stretto.
Il mondo sociale che si pensa di avere edificato ha tutte le caratteristiche della razionalità (più pratica che teorica), dell’uniformità, della precisione linguistica (evocata molto suggestivamente da un padre lontano delle distopie, qual è Swift), del controllo-prosciugamento delle passioni (antico sogno stoico), del controllo del pianeta, dell’eugenetica, e così via.
Non si nasce e non si muore a caso, e a maggior ragione si vive organici, coesi ed organizzati.
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#100SOFIA: tweet 41-50

mercoledì 12 novembre 2014

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41 #100SOFIA In galera – dove rimarrà per quasi 30 anni – Campanella sogna la città del sole: unità di natura, scienza e religione
42 #100SOFIA Cogito ergo sum-penso dunque sono: Cartesio riconduce al soggetto ogni forma di conoscenza. Nell’io il metodo chiaro e distinto
43 #100SOFIA Realtà fatta di due sostanze: una pensante (res cogitans) una materiale (res extensa). Uomo scisso in corpo e anima
44 #100SOFIA Il materialista Hobbes fonda in modo brutale la filosofia civile: in natura gli umani si sbranano come lupi, meglio uscirne
45 #100SOFIA Ma lo stato per funzionare deve avere un potere assoluto sui suoi cittadini-sudditi. Così come su ogni fede. Un Leviatano!
46 #100SOFIA Pascal è uno straordinario miscuglio di spirito geometrico e religiosità. La razionalità non esaurisce il problema umano
47 #100SOFIA Spinoza: Dio è natura e si manifesta in infiniti modi, qui e ora. Ogni sua espressione ha assoluta necessità di esistere
48 #100SOFIA Piacere dolore desiderio base di tutte le passioni. La via spinozista della conoscenza conduce a libertà beatitudine serenità
49 #100SOFIA Malebranche complica le cose e le cause: ogni occasione è buona perché Dio si intrometta. È lui a dettare legge, non natura
50 #100SOFIA Bayle diffida di ogni ortodossia, sia religiosa sia filosofica: meglio l’uso critico (e un po’ scettico) della ragione

Aforisma 88

sabato 8 novembre 2014

Dagli 0 ai 25 principio-speranza.
Dai 25 ai 50 principio-responsabilità.
Oltre i 50 principio-straniamento.

Non si poteva dir meglio del concetto di amore

mercoledì 5 novembre 2014

Gustave_Klimt_KLG006Leibniz passa per un filosofo algido e calcolatore, oltre che cortigiano. Insomma, pur essendo stato un grande pensatore, di solito non ispira molta simpatia.
Eppure capita di leggere nei suoi scritti perle come le seguenti: «Amare… ossia aver caro è provar piacere della felicità di un altro, ovvero, che è lo stesso, accogliere nella propria la felicità altrui»; «Il bene altrui potrà infatti essere il nostro, ma come mezzo, non come fine. Io rispondo però: anche come fine, anche come ricercato di per sé, quando è portatore di gioia. Infatti tutto ciò che dà gioia viene cercato di per sé e tutto ciò che viene cercato di per sé dà gioia».

#100SOFIA: tweet 31-40

venerdì 31 ottobre 2014

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31 #100SOFIA Cusano apre le porte all’infinito: Dio coincidenza di opposti, universo senza centro, tutto in tutto, uomo microcosmo
32 #100SOFIA L’uomo di Pico della Mirandola è degno proprio perché camaleontico, proteiforme, indefinito – libero di plasmare se stesso
33 #100SOFIA Niccolò Machiavelli svela l’essenza e i segreti del potere – e dunque, contemporaneamente, la possibilità di rovesciarlo
34 #100SOFIA Copernico assesta il primo duro colpo all’antropocentrismo: la terra e l’uomo non sono più il centro del cosmo
35 #100SOFIA Erasmo da Rotterdam elogia la pazzia umana – l’elemento libero e vitale contro ogni fanatismo, superstizione, dogmatismo
36 #100SOFIA Montaigne cambia il modo di intendere il pensiero: partire da sé per conoscere l’altro. Ma tutto è vano e relativo
37 #100SOFIA Telesio rimette la ragione al centro della natura – che deve essere indagata con principi interni. Torna così all’arché greca
38 #100SOFIA Giordano Bruno concepisce un Dio troppo eretico, panteista ed infinito per non rischiare la pelle. E la chiesa lo brucia vivo
39 #100SOFIA La natura confesserà i propri segreti sotto tortura: Bacone inaugura la rivoluzione scientifica – ma gli mancano i numeri
40 #100SOFIA Galilei i numeri ce li ha: o meglio, li legge nell’universo, il gran libro scritto in lingua matematica. La natura è meccanismo

Leopardi progressivo

venerdì 24 ottobre 2014

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Era il titolo di un saggio del filosofo e militante del Pci Cesare Luporini, scritto nell’immediato secondo dopoguerra e che ebbi la fortuna di leggere una trentina di anni fa, nel contesto di un esame universitario – contesto obbligato che non mi impedì di apprezzarlo, anzi di trovarla una delle letture più esaltanti dei miei vent’anni. Ovviamente, insieme alla lettura degli idilli, dei canti, delle operette morali e di qualche passo sparso dello Zibaldone. Oggi ripartirei da quest’ultimo e me lo leggerei integralmente – se solo potessi, qualche pagina ogni giorno.
Il saggio di Luporini mi è tornato alla mente qualche sera fa, nel corso della visione del film di Martone Il giovane favoloso. Non sto a dare giudizi articolati su di esso: indiscutibilmente bravo l’interprete, con qualche sbavatura ed eccesso la sceneggiatura – rimane il fatto che occorre avere parecchio fegato per cimentarsi in un film su Leopardi. Quel che però è assolutamente apprezzabile del lavoro di Martone è da una parte l’immagine vitale e proiettata nel futuro del poeta di Recanati che ne vien fuori, e dall’altra l’essere riuscito ad articolare in poco più di due ore la summa, gli snodi essenziali, il filo del progresso mentale, psicologico ed intellettuale di Leopardi – che non è certo cosa facile. Ed è forse questo il motivo per cui mi è tornato in mente quello scritto.
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#100SOFIA: tweet 21-30

mercoledì 22 ottobre 2014

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21 #100SOFIA Secondo Aristotele gli umani oscillano tra l’esser bestie e dèi. Animali politici e meta-fisici destinati a saggezza – forse
22 #100SOFIA Pirrone fondatore dello scetticismo e primo antifilosofo: meglio rinunciare a ogni opinione e teoria per vivere tranquilli
23 #100SOFIA Epicuro trova i farmaci per la felicità: nessuna paura di morte e dèi, piacere come assenza di dolore, desideri minimi
24 #100SOFIA Stoicismo. Vita e universo sono retti da lògos – ragione e necessità. Saggio chi lo accetta e vive libero da passioni
25 #100SOFIA Plotino mette in alto l’Uno da cui tutto emana. Il monaco-filosofo fugge dal mondo e si rifugia nell’estasi contemplativa
26 #100SOFIA Con Agostino la filosofia si cristianizza – o il cristianesimo si filosoficizza? L’uomo interiore è destinato alla città di Dio
27 #100SOFIA Anselmo: prova ontologica dell’esistenza di Dio. Cioè: penso Dio, l’essere perfettissimo, che non lo sarebbe se non esistesse
28 #100SOFIA Averroè maggior filosofo arabo. Commenta e salva Aristotele dalla deriva mistica. Autonomia della ragione dalla fede
29 #100SOFIA Tommaso decreta la superiorità della fede sulla ragione: filosofia è serva della teologia. Aristotele servo del cristianesimo
30 #100SOFIA Occam ritiene incompatibili fede e ragione. Famoso per aver sfoltito a colpi di rasoio idee, concetti e teorie immaginarie

Prima parola: guerra

lunedì 20 ottobre 2014

FranciscoGoyaLosdesastresdelaguerra

Ci sono almeno 3 ragioni che mi hanno indotto ad inaugurare il nostro Gruppo di discussione 2014/15 con il tema della guerra (l’unico che non era stato suggerito dal gruppo precedente). La prima è di tipo locale e contingente: qui a Rescaldina, per volontà di alcune associazioni e della nuova amministrazione comunale, si sta riflettendo sul tema della pace, attraverso un itinerario di incontri e di iniziative che proseguirà anche nelle prossime settimane. Solo che la parola-chiave di questa sera non è “pace”, ma “guerra”. La scelta non è casuale. Veniamo quindi alla seconda ragione, di tipo globale: è evidente come la guerra sia ancora l’orizzonte generale delle relazioni internazionali, la modalità attraverso cui, in ultima analisi, la politica gestisce i conflitti (dal Mediterraneo al Medio Oriente, dall’Ucraina ad altri scenari più periferici e, spesso, oscurati dai media). Infine, questo incontro è per me l’occasione di fare il punto sul rapporto tra filosofia e guerra, dato che proprio 30 anni fa, nell’incontrare la filosofia, cominciavo a riflettere sulle dinamiche militariste e sull’antimilitarismo come teoria e prassi di ampio respiro.

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